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CORONAVIRUS/ Tuscia alle corde tra emergenza sanitaria ed economica

di WANDA CHERUBINI
VITERBO – Non migliora la situazione  del contagio da Coronavirus nella Tuscia. Soltanto oggi altri 14 nuovi casi accertati di positività al COVID-19, comunicati dal Policlinico Gemelli alla Asl di Viterbo. Dei nominativi pervenuti, già tutti in isolamento domiciliare fiduciario o in regime di ricovero, 8 sono residenti nel comune di Viterbo, 5 nel comune di Tarquinia e 1 a Montefiascone. Tredici delle persone risultate positive stanno trascorrendo la convalescenza nella propria abitazione, uno è ricoverato presso il reparto di Malattie infettive. Nella lista odierna figurano due operatori sanitari già attenzionati, in quanto afferenti al cluster del Laboratorio analisi di Belcolle. Le persone accertate positive nel comune di Tarquinia appartengono tutte allo stesso nucleo familiare. In totale i casi accertati al COVID-19, residenti o domiciliati nella Tuscia, salgono a 144, più i 5 casi accertati in strutture extra Asl e già noti.   Al momento, delle persone refertate positive al Coronavirus: 101 stanno trascorrendo la convalescenza nel proprio domicilio, 32 sono ricoverate nel reparto di Malattie infettive, 6 sono ricoverate in Terapia intensiva, 3 all’ospedale Spallanzani. Fermo a 2 il numero dei deceduti. Per la prima volta oggi, dall’inizio dell’emergenza COVID-19, il numero dei cittadini usciti dal regime di isolamento domiciliare fiduciario (665) è superiore a quello degli isolamenti tuttora in corso (569). Insieme all’emergenza sanitaria c’è anche quella economica. Anche se un piccolo spiraglio sembra aprirsi, come spiega il presidente della Confesercenti di Viterbo, Vincenzo Peparello: “Apprendiamo con soddisfazione l’approvazione da parte della giunta della Regione Lazio del provvedimento con cui vengono messe in campo delle importanti iniziative a sostegno della liquidità di imprese e liberi professionisti del Lazio, che nel loro insieme, a regime, porteranno a mobilitare circa 450 milioni di euro. In particolare della sezione speciale dedicata alle imprese e ai liberi professionisti del Lazio del fondo centrale di garanzia, in grado di dare garanzie dirette dell’80 percento e di riassicurare del 90 percento le operazioni garantite dai Confidi grazie alla quale potranno essere quindi fornite garanzie anche per prestiti di piccolo e piccolissimo taglio. Il plafond iniziale della sezione sarà di 10 milioni di euro (cinque milioni stanziati dalla regione Lazio e cinque dalle camere di commercio del Lazio) a cui si potranno aggiungere ulteriori 10 milioni del ministero dello sviluppo economico”. Per imprese e partite Iva sono previsti 55 milioni di euro tramite la piattaforma Fare Lazio (gestita da Artigiancassa e medio credito centrale e dotata con fondi Por Fesr Lazio 2014-2020). Viene aperta una nuova sezione – “Emergenza Covid-19 – finanziamenti per la liquidità delle Mpmi” – del fondo rotativo piccolo credito, destinata a erogare con modalità semplificata prestiti alle imprese danneggiate dall’epidemia di Covid-19 per la copertura del fabbisogno di liquidità.

I 55 milioni – che saranno accessibili su Fare Lazio a partire dalla prima decade di aprile – saranno destinati a prestiti di liquidità di piccola entità (10mila euro, a tasso zero, di una durata di 5 anni, con un anno di preammortamento) per aiutare le micro, piccole e medie imprese e partite Iva del Lazio a superare il momento di difficoltà generato dal forte rallentamento dell’attività provocato dall’emergenza Coronavirus.
“L’approvazione del provvedimento da parte della giunta regionale del Lazio – conclude Peparello – per le imprese della Tuscia costituisce un importante punto di partenza per consentire di far fronte ai forti disagi economici causati dalla crisi per il coronavirus”. Intanto, sono sospese tutte le iniziative culturali, come “Viterbo in fiore”, prevista a fine aprile e rimandata a data da destinarsi. “Dobbiamo vedere l’andamento della pandemia, se ci riusciamo potremmo realizzare la kermesse a fine giugno – spiega il vice sindaco di Viterbo, Enrico Maria Contardo – I fondi ci sono. Ma più in là non possiamo andare, quindi, se non ce la facciamo a giugno, dovrà necessariamente slittare al prossimo anno”.

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