| categoria: editoriale, Senza categoria

Zaia il ribelle for president. Cosa aspettiamo?

Onore a Luca Zaia. Ha dimostrato di avere la statura del leader, il carisma, la capacità di prendere decisioni e una visione prospettica della situazione che gli consente di andare oltre la contingenza del momento, di far muovere in fretta la macchina della sua amministrazione, di tenere premuto il piede dell’acceleratore senza preoccuparsi della ricerca del consenso. Insomma al di là della casacca politica e della provenienza geografica, qualora fossero elementi discriminanti o ostativi, per molti è visto come l’uomo della provvidenza, come un esempio, come un ineludibile punto di riferimento.  Discutibile e discusso come uomo politico e amministratore? Ognuno è libero di pensare quello che vuole, comunque sono cose del passato. Anche i suoi avversari tacciono, i contestatori del recente passato girano al largo, e la gente veneta è con lui.  Teniamolo presente oggi e domani mattina, quando le sirene del coronavirus saranno spente. Zaia for president non è un azzardo, per quello che dice e per come si comporta sembra avere tutto quello che serve, per gestire l’emergenza e oltre. Cinquantun anni, proveniente dalla provincia trevigiana, da dieci anni presidente della Regione Veneto con una autorevolezza che nessuno ha osato mettere in discussione, oggi non teme di contraddire il governo centrale e di accelerare sulle misure per trarre dall’impaccio il prima possibile i suoi amministrati.
Chiede una cura da cavallo per l’economia, cerca in ogni modo di tenere in piedi il sistema umano, sociale e produttivo della sua regione, che fin qui ha sempre avuto una funzione di traino rispetto al resto del paese. Nulla di personale, non c’è tempo in questa situazione di lasciare spazio a simpatia o antipatia, a fronte del coraggio e della sofferenza dimostrata dal collega lombardo Fontana, in evidente e comprensibile difficoltà,  Luca Zaia dimostra una grande forza che riesce a trasmettere anche sul piano mediatico in contrapposizione ad un atteggiamento confuso e contradditorio dell’inquilino di Palazzo Chigi. Zaia il ribelle, che sfida il potere centrale e accelera, trasformandosi in un esempio positivo per tutti. I suoi colleghi governatori hanno cominciato a seguirlo e le sue idee sono state sdoganate in fretta, certo il tenere la barra dritta, dire le cose fuori dai denti e alla fine paga, rispetto al balbettio, alle incertezze e alle brutte figure del premier Conte e del ministro Speranza.  Ci ha messo continuamente la faccia, in prima persona, portando la croce, senza delegare all’assessore alla sanità il compito di trattare con i media. Piccoli segnali, piccoli tasselli di un quadro subliminale del quale si colgono poi i riflessi. Vedremo come andrà a finire, in ogni caso Zaia avrà fatto la sua parte e il paese dovrà ricordarsi di lui.

Ti potrebbero interessare anche:

Dopo Albertini, la Lista Maroni. Aperta un'inchiesta a Monza sulle firme, indagato consigliere leghi...
Regionali in Friuli, oggi e domani urne aperte
VATICANO/ Riciclaggio, indagato mons. Scarano uno degli amministratori del patrimonio della Santa Se...
Ucraina, la crisi si allarga ad Est: assalti anche in Donetsk.
TURCHIA/ Retata di accademici, chiedevano la pace con i curdi
Studente indisciplinato? 'Vai a zappare'



wordpress stat