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IL PERSONAGGIO/ Tutto nelle mani di Mantoan

1600x900_1564727747411Ennesimo commissario nella gestione della crisi Coronavirus.  Dg della sanità veneta, presidente dell’Aifa, e ora plenipotenziario dell’Agenas per mettere in riga le regioni sulle strategie per il Coronavirus

Avevamo scritto di lui, proprio da queste colonne verso la fine di settembre. Quello che veniva definito il “Gran Visir” del governatore Zaia, all’epoca potentissimo direttore della sanità veneta scalpitava per fare il grande salto, per sbarcare nella capitale, per entrare nel giro grosso della politica nazionale. Uomo deciso, solido e ambizioso, Domenico Mantoan, vicentino, poche settimane più tardi assumeva l’incarico di presidente dell’Aifa, l’agenzia nazionale del farmaco. Una poltrona sicuramente prestigiosa e di potere, che sommata a quella (che continua a mantenere)  all’interno della amministrazione del Veneto, ha fatto di lui un pezzo decisamente da novanta nel panorama della sanità italiana. Ma non è mai abbastanza. Il Governo ha deciso di commissariare l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), altro snodo cruciale della polticia che conta in Italia,  e ha proposto come commissario, indovinate chi? L’’attuale Dg della Sanità della Regione Veneto e Presidente di Aifa, sempre  Domenico Mantoan. Per carità, l’incarico a Venezia scade a maggio, però non c’è dubbio che il personaggio sia decisamente uscito dall’anonimato. La misura è contenuta nel Dl Liquidità  pubblicato in Gazzetta Ufficiale e il nome di Mantoan è stato proposto dal Ministro della Salute Roberto Speranza che ha inviato una missiva alle Regioni. Un parere consultivo, naturalmente.
Agenas da mesi, dopo la decisione di Speranza di applicare a dicembre lo spoil systems con la rimozione dell’ex Dg Francesco Bevere, è di fatto bloccata dato che lo stesso Bevere e molte Regioni a guida centrodestra avevano presentato ricorso al Tar. La figura di di Mantoan, manager di lunga esperienza, dovrebbe mettere d’accordo le Regioni a guida centro destra (che sono la maggioranza all’interno della Conferenza delle Regioni. Dicono che Zaia non lo ami molto, non è chiaro quanto i due abbiamo collaborato in questo periodo di emergenza da Coronavirus, ma forse la scelta rappresenta l’asse di equilbrio sul quale tentare una convivenza se non una convergenza di linee in questa fase delicata dell’esperienza Covid-19.
“Il commissario – si legge nel Dl Liquidità – assume per il periodo in cui è in carica, tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione”. Il mandato durerà per tutta fase di emergenza. In ogni caso Mantoan potrà continuare a svolgere gli incarichi che già oggi ricopre ma non potrà cumulare gli stipendi.  Nel provvedimento si identificano anche le azioni che dovrà portare avanti il commissario tra cui “collaborare all’azione di potenziamento della rete di assistenza ospedaliera e territoriale, al fine di assicurare la più elevata risposta sanitaria all’emergenza, monitorando l’adozione, l’aggiornamento e l’attuazione dei piani adottati” dalle Regioni per ottemperare alle indicazioni del Governo per il contrasto al Covid 19.
Chi conosce bene Mantoan, medico sessantenne, lo definisce un top manager irrequieto con  due  caratteristiche marcate: la competenza professionale, abbinata ad un’intensa vocazione al lavoro; e il caratteraccio, che alimenta tensioni nella catena di comando e nei rapporti istituzionali. Ha sistemato a suon di tagli il miliardo di disavanzo ereditato dalla stagione di Galan e questo non lo ha reso sicuramente popolare, come i suoi toni sbrigativi con i dirigenti sottoposti . Ma i numeri lo confortano: la sanità del Veneto, unica regione che non applica l’addizionale Irpef ai cittadini, ha ridotto fortemente l’indebitamento garantendo nel contempo standard qualitativi essenziali (i fatidici Lea) che la collocano ai vertici nazionali; e le riforme introdotte – dall’accorpamento delle Ulss alla nuova governance Azienda Zero – raccolgono estimatori (e imitatori) in varie parti d’Italia. Ma dopo dieci anni in trincea Mantoan ritiene di aver esaurito la mission e non fa mistero di aspirare a nuovi orizzonti.

Gi.Te:

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