| categoria: Roma e Lazio

IN PRIMO PIANO/Le regole per riaprire Roma

Obbligo di sanificazione, distanze di sicurezza e controlli a campione.Tutto da decidere ma c’è un  decalogo sul quale non si sgarra. I ristoranti?Turno unico per i tavoli . Al mare solo su prenotazione. E l’abbigliamento? Questo è più difficile, non si potranno toccare i capi esposti

 

 

Si riapre davvero, con calma e con regole precise. Toccherà agli ispettori del lavoro il compito, insieme alla Polizia locale, di concentrarsi sulle attività produttive e commerciali per dettare il ritmo della ripresa. Saranno verifiche a campione, si partirà da librerie (apriranno lunedì), cartolerie, negozi di abbigliamento per bimbi e falegnami (si stanno via via riattivando dal 14), oltre agli alimentari. Obiettivo: evitare assembramenti e accertare l’utilizzo di mascherine e guanti, quando necessario. La Regione intanto lavora a un piano -si chiama Lazio Sicuro- che porterà alla formulazione di un decalogo valido per tutti e a regole specifiche per ogni comparto. Per tutti varrà, oltre all’ingresso contingentato, l’obbligo di guanti e mascherine per i dipendenti a contatto col pubblico e la sanificazione dei circuiti di areazione, a cominciare dai grandi store dell’arredamento. Per bar e ristoranti, si parla di turni per mangiare, con coperti ridotti, e tavoli mono-uso, impiegabili solo da un cliente a cena o a pranzo. Alle casse, si va verso l’utilizzo di barriere rimovibili, per esempio in plexiglass. Nei negozi di abbigliamento, ma anche nelle librerie, saranno i commessi a selezionare e portare la merce ai clienti, che non potranno toccarla. E per l’abbigliamento? Le regole sono ancora da fissare. Per l’estate, si pensa all’accesso al bagnasciuga solo su prenotazione del lettino, ma c’è l’incognita delle spiagge libere. Un principio su tutti: è importante che le imprese siano controllate sia sulle distanze di sicurezza che sui dispositivi di protezione. Se un’impresa viola le leggi ordinarie sul lavoro oggi rischia una contravvenzione, ma se poi si riscontra un contagio di Covid 19 correlato a quell’infrazione, il reato diventa penale:

 

RISTORANTI/ Turno unico per i tavoli
Obiettivo principale, con la riapertura dei ristoranti, sarà quello di garantire il rispetto delle distanze tra i clienti e ridurre quindi al minimo i rischi di contagio per gli avventori e per gli operatori dei locali. Oltre all’utilizzo per questi ultimi di tutti i dispositivi di protezione individuale (dalle mascherine ai guanti, così come avverrà per tutti gli uffici al pubblico) sono allo studio una serie di misure che riguardano espressamente il servizio in sala. Tra queste il “monouso” dei tavoli. In pratica ogni locale dovrebbe utilizzare i singoli posti a disposizione una sola volta a serata. Una volta utilizzato il tavolo, il ristoratore non potrà più far accomodare allo stesso ulteriori clienti. In questa maniera il numero dei coperti per il pranzo o per la cena sarebbe drasticamente diminuito. Altra ipotesi allo studio è che gli ambienti dei locali vengano utilizzati a scaglioni: alcuni coperti sarebbero disponibili solo in una determinata fascia oraria, il resto in un’altra.

STABILIMENTI/ Al mare solo su prenotazione
In spiaggia con mascherine e i vigili – insieme agli uomini della guardia costiera – a controllare le distanze di sicurezza. E di certo, a prescindere dalle proposte di utilizzo di box in plexliglass sul bagnasciuga, sarà fondamentale garantire che tra gli ombrelloni ci sia uno spazio congruo. Un’ipotesi presa in considerazione è che prima di partire in direzione spiaggia sarà opportuno (se non obbligatorio) prenotare un posto per sé – ed eventuale seguito – in riva al mare. L’accesso agli stabilimenti non potrà avvenire, dunque, se non su prenotazione. Questo per evitare eventuali resse agli ingressi delle strutture. Ovviamente i proprietari di queste ultime avranno l’obbligo di garantire la sanificazione dei lettini e delle sdraio dopo ogni uso. Stesso discorso per le cabine, che potranno essere utilizzate solo da una persona alla volta, con una turnazione prestabilita. I gestori degli impianti, per non perdere la stagione, si sarebbero già organizzati con una serie di iniziative a riguardo.

ABBIGLIAMENTO/ Vietato toccare i capi esposti
All’interno dei negozi, oltre a evitare gli assembramenti, diventerà necessario ridurre al minimo, se non eliminare del tutto, i contatti con la merce esposta. Ad esempio dove si vende abbigliamento non sarà consentito ai clienti di prendere personalmente, scegliendo tra i vari capi esposti, il prodotto da acquistare. Nella scelta dovrà tassativamente essere coadiuvato dal personale dell’esercizio che, munito dei dispositivi di protezione, potrà “toccare” in tutta sicurezza la merce e consegnarla poi al cliente. Sicuramente il negoziante dovrà garantire l’ingresso contingentato degli avventori. Un po’ come accade, dall’inizio dell’emergenza, nei supermercati, nei negozi di alimentari e in quelle tipologie di attività che sono rimaste aperte. Tra le misure al vaglio anche l’imposizione di una qualche forma di “protezione” dei registratori di cassa, in modo tale che quando il cliente andrà a pagare entri il meno possibile in contatto con l’esercente.

LIBRERIE/Volumi dati dal personale
Avrebbero potuto riaprire i battenti, insieme ai negozi per i bambini e le cartolerie, già subito dopo Pasquetta. Ma proprio perché la Regione ha ritenuto necessario limare ulteriori misure di sicurezza, le librerie potranno ripartire soltanto da lunedì prossimo. Come per gli altri esercizi commerciali saranno soggette al contingentamento degli ingressi e all’utilizzo, da parte degli operatori, dei dispositivi di protezione personale. Molto probabilmente, comunque, gli appassionati di lettura dovranno cambiare le proprie abitudini. Non sarà infatti consentito sfogliare il volume prescelto, ma soltanto guardarlo per poterlo scegliere. Una volta individuato il libro preferito il consumatore potrà farselo consegnare dal libraio, rigorosamente munito di guanti. Ovviamente questa disposizione sarà finalizzata a ridurre la possibilità di contagio che potrebbe derivare dal contatto di molte persone con lo stesso oggetto.

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