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CORONAVIRUS/ Rsa caos e Rocca di Papa

Chiesto commissariamento della clinica San Raffaele. La sindaca reggente di Rocca di Papa: “Non c’è più personale sanitario sufficiente per accudire i pazienti presenti nella struttura”. La replica della struttura: “Sono calunnie”

Dati, confermati in via ufficiale del Comune, ma non ancora dalla Regione Lazio e dalla struttura sanitarie. Numeri, che poi sono persone, che raccontano come nella clinica San Raffaele i contagiati da coronavirus sono ormai 159 di cui 121 sono pazienti (19 poi trasferiti e 8 deceduti) e 38 operatori sanitari. Tutti positivi al Covid-19 che fanno della Rsa di Rocca di Papa, un vero e proprio caso.

Da una parte c’è il comune di Rocca di Papa, supportato dalle indagini della Polizia Locale, dall’altra la clinica San Raffaele che si difende con documenti alla mano. In mezzo la Regione chiamata a fare da arbitro, insieme alla Asl Roma 6, e da “giudice”. Da inizio aprile, ormai, la questione è diventata delicata, la Rsa dei Castelli Romani non è più “solo” un cluster ma una vera e propria bomba che potrebbe esplodere facendo dai danni ancora più gravi di quanti ne sono riscontrati.

Ieri la sindaca reggente Veronica Cimino ha chiesto alla Regione Lazio (che già ha chiesto e ottenuto la sostituzione del direttore sanitario della clinica) e al Ministero della Salute di commissariare la struttura e di inviare il personale sanitario della Asl Roma 6 a gestire l’emergenza all’interno della clinica residenza sanitaria assistenziale.

Nel frattempo la procura della repubblica di Velletri, stando a quanto riportato da Cimino, ha ricevuto una informativa dalla polizia locale di Rocca di Papa sulla situazione di grande emergenza sanitaria della clinica. Il tutto mentre prosegue il mantenimento della “zona rossa” intorno al perimetro della struttura con varchi dell’esercito, protezione civile, polizia locale e forze dell’ordine a circa 500 metri dagli ingressi principali.

“Mi metto contro poteri forti, ma preferisco terminare la mia carriera politica ma salvare vite umane” ha detto Veronica Cimino nella sua diretta Facebook sulla pagina del Comune di Rocca di Papa.

“Ho contezza – ha detto -, dalle varie denunce e segnalazioni, che al San Raffaele non c’è più personale sufficiente per accudire i pazienti presenti nella struttura. Ho chiesto al ministro Speranza, alla Asl, al prefetto ed alla Regione Lazio il commissariamento urgente della struttura. Dobbiamo pensare alla salute dei cittadini, alle famiglie che chiedono notizie, a chi sta soffrendo. Sappiamo che, a parte i dipendenti in isolamento e quarantena, altri operatori sono in malattia: chi oggi sta lavorando sta facendo miracoli, ma non sono sufficienti”.

 

Parole dure a cui il presidente della San Raffaele Carlo Trivelli ha risposto così: “Tutto il personale del San Raffaele Rocca di Papa è incessantemente impegnato anche a rischio della propria salute per curare confortare ed assistere migliaia di persone come silenziosamente fanno da oltre 40 anni e non hanno certo tempo di fare dirette Facebook al sicuro di uffici comunali.

Come è di tutta evidenza anche dalle dichiarazioni della stessa si tratta di un intervento ‘politico’ da campagna elettorale del tutto proditorio e preordinato. A Rocca di Papa ci saranno le elezioni dopo la eroica perdita del sindaco Emanuele Crestini, che certamente avrebbe avuto un atteggiamento del tutto diverso. Comunque, siccome non vogliamo in alcun modo sottrarci ai nostri doveri la direzione sanitaria ha inviato le nostre risposte alle autorità competenti vice sindaca compresa”.

Trivelli, ha poi voluto puntare il dito anche contro la Regione Lazio: “Il San Raffaele di Rocca di Papa aveva chiesto fin dall’inizio dell’epidemia la possibilità di fare tamponi, anche a proprie spese. Possibilità ripetutamente negata dall’assessorato alla Sanità del Lazio. Il presidente del Gruppo San Raffaele, replica così alla possibilità di commissariamento della Residenza Sanitaria Assistenziale.

“Trovo singolare l’atteggiamento dell’assessore alla Sanità D’Amato e del governatore Zingaretti. La struttura di Rocca di Papa – prosegue ancora il presidente Trivelli – aveva chiesto fin dall’inizio dell’epidemia la possibilità di fare tamponi anche autonomamente e a proprie spese a tutela del proprio personale e dei propri malati. Una possibilità negata ripetutamente dall’assessore D’Amato, perfino dopo la circolare del ministero della Sanità che lo obbligava e le ulteriori sollecitazioni dalla clinica. Forse il San Raffaele deve pagare l’ennesimo dispetto perché ha rotto il muro del silenzio?”.

Ma quella di Rocca di Papa non è l’unica Rsa che preoccupa la Regione. Restando ai Castelli Romani, a Grottaferrata l’Ini è sempre attenzionato. Il Direttore Sanitario della struttura, a RomaToday, aveva assicurato che non c’è nessuna emergenza in atto. Il Sindaco Luciano Andreotti, tuttavia, non era dello stesso parere tanto che ha parlato di “confusione nella diffusione di notizie su INI da parte della Regione” per poi diffondere, su Facebook, la conta dei positivi all’interno della struttura suscitando l’immediata risposta dello stesso Gruppo Ini.

Altro caso delicato è quello di Civitavecchia dove i parenti di alcune delle vittime della casa di riposo Madonna del Rosario hanno presentato un esposto alla Procura.

Non è però solamente la provincia ad essere tenuta sotto osservazione. Anche i cluster di Roma sono guardati con la lente di ingrandimento. Nella casa di cura Villa Fulvia, nella zona di Statuario, sono infatti aumentati i casi di persone affette da nuovo Coronavirus.

Dei casi di Covid-19 finora confermati il 24% è ricoverato in una struttura sanitaria, il 48% è in isolamento domiciliare e il 3% è in terapia intensiva. I guariti sono il 19%. Lo rende noto la Regione sul canale di Salute Lazio: “L’età mediana dei casi positivi è 58 anni. Il 52% dei casi accertati è di sesso femminile e il 48% è di sesso maschile. I casi positivi sono così distribuiti: il 35,2% è residente a Roma città, il 33,2% nella Provincia di Roma, il 9,6% a Frosinone, il 5% a Rieti, il 6,5% a Viterbo e l’8,4% a Latina. Il 2,2% proviene da fuori Regione”.

 

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