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Altaforte alla ‘guerra dell’energia’ con il saggio di Joime

Altaforte alla 'guerra dell'energia' con il saggio di Joime

“La guerra dell’energia. Tutto ciò che Greta Thunberg non ti racconterà” è il titolo del libro, con la prefazione di Fabio Massimo Frattale Mascioli, scritto per Altaforte Edizioni (312 pag, 20,00€) da Gian Piero Joime. Professore di economia ambiente e territorio presso la Marconi University, Joime, senza preamboli, nel saggio pubblicato per la casa editrice sovranista salita alla ribalta delle cronache per il libro-intervista a Matteo Salvini, risponde a tutti i dubbi sul tema mettendo in fila soluzioni, potenziali via di fuga, fenomeni geopolitici e la loro effettiva rappresentazione mediatica.                                                     Secondo Joime, “lo scenario energetico globale sta attraversando una fase di profondi mutamenti”, in una “prospettiva di transizione energetica” che sembra “particolarmente favorevole per quelle aree, come l’Italia, da sempre molto dipendenti dalle importazioni di fonti energetiche fossili e potenzialmente ricche di capacità industriale e di spinte innovative, aprendo la strada ad una maggiore autonomia energetica”.        “In Italia – spiega Joime – c’è un documento, Strategia Energetica Nazionale, del 2017”, ma non si tratta di un vero e proprio piano per la sovranità energetica, che invece, secondo l’esperto, sarebbe “un presupposto determinante per la rinascita economica nazionale”.                                                                                    L’auspicio, sottolinea Joime, è che l’Italia si indirizzi verso “una strategia energetica con un chiaro e forte piano d’azione per lo sviluppo delle rinnovabili elettriche, mirata a ridurre la dipendenza dalle importazioni e a rafforzare un settore industriale endogeno, creando una consistente filiera nazionale per la produzione di pannelli solari e di pale eoliche, di inverter e di sistemi di storage, di smart grid, di auto e di colonnine elettriche. Una strategia che si adatti alla struttura del sistema socioeconomico italiano, caratterizzato dall’interazione tra grande impresa e piccole medie aziende innovative, e dunque naturalmente propenso allo sviluppo della generazione distribuita e allo sviluppo delle comunità dell’energia”.                                  Una politica energetica e ambientale coerente alla grande transizione rappresenta d’altra parte, secondo il docente, “un’occasione formidabile di sviluppo del Paese, coniugando indipendenza energetica, salvaguardia ambientale e sviluppo industriale, in cui gli enti pubblici e le imprese innovative devono e possono svolgere un ruolo trainante ed esemplare, di sintesi tra crescita economica e nuovo benessere”.

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