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Ci penseranno Berlusconi e Letta a salvare l’Italia?

La magica coppia Berlusconi-Letta è ancora in partita, stando alle cronache politiche, anzi, si candida a salvare il paese dal coronavirus e dalla disastrosa gestione del governo Conte. Possibile? Ma i due fanno oltre 160 anni in due, non dovrebbero essere degli onorevoli pensionati? Invece pare il cavaliere si stia preparando ad un ennesimo tentativo di ritorno sulla scena politica. Forte di una consistenza dei gruppi parlamentari che va ben oltre le percentuali dei sondaggi per Forza Italia L’incongruenza di un parlamento che non rappresenta più i valori in campo nel paese gioca a sua favore. . Gli azzurri osservano il “disfacimento” della maggioranza con l’ultimatum di Matteo Renzi pronunciato in Aula a Palazzo Madama: “Non abbiamo negato pieni poteri a Salvini per darli a un altro. Se continua così, Italia Viva lascia”. Dichiarazioni arricchite dalle parole pesanti a Montecitorio di Ettore Rosato, vicepresidente della Camera e coordinatore nazionale dei renziani, che – dicono deputati e senatori forzisti – “sembra una nostra dichiarazione di voto”.

Difficile pensare che ad Arcore si lavori per un Conte-ter sostenuto da Forza Italia. Nessun allargamento dunque dell’attuale maggioranza. E nessuna sostituzione di Italia Viva con gli azzurri, in caso di uscita dei renziani. Le fonti di FI sottolineano come negli ultimi giorni Berlusconi abbia cambiato registro: prima parlava di necessario appoggio a chi governa in un momento di emergenza sanitaria e di grave crisi economica, da qualche giorno invece sta attaccando sia il premier Giuseppe Conte sia il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, definendoli inadeguati e impreparati. Non solo, il vicepresidente azzurro Antonio Tajani ha pronosticato un nuovo esecutivo in autunno. Probabilmente da escludere anche l’ipotesi delle larghe intese e dell’esecutivo di emergenza o di unità nazionale. La prospettiva a cui starebbe lavorando Berlusconi, grazie al lavoro sottotraccia e ai contatti continui di Gianni Letta, che tiene i rapporti anche con ambienti del Quirinale, sarebbe una soluzione tecnica promossa dal presidente della Repubblica per ‘salvare l’Italia’ (e soprattutto l’economia italiana). Un esecutivo al quale le forze politiche darebbero il loro sostegno senza però entrare direttamente nella compagine governativa (in questo caso verrebbe quindi meno l’alleanza diretta con i grillini). Stiamo parlando di Draghi?  La prima scelta resta quella dell’ex numero uno della Banca Centrale Europea, che però, sembra più interessato al Colle nel 2022 che non a entrare a breve in un contesto politico così confuso.. Solo con un forte appello istituzionale (Quirinale e presidenti delle Camere), un pressing europeo (e magari anche del Vaticano e della Cei) e una dichiarazione di sostegno acritico da quasi tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, forse, Draghi potrebbe prendere in considerazione questa eventualità. Insomma il Cav è e concentrato e pronto a rientrare in campo. Un esecutivo tecnico consentirebbe di evitare a Pd e Lega di prendersi tutta la scena mediatica, come accadrebbe invece con le larghe intese, dando così a Forza Italia ampio spazio di manovra e a Berlusconi una nuova giovinezza (politica).

 

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