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Caso Schwazer, l’avvocato: “Ultima parola spetta a Bolzano”

Caso Schwazer, l'avvocato: Ultima parola spetta a Bolzano

Qui c’è un grosso malinteso, questa pronuncia non è niente altro che il procedimento cautelare che si era chiesto e c’è la sentenza che non lo riconoscono, non concedono la revisione. Non è stata pronunciata l’ultima parola. Ora attendiamo con fiducia che i gravi indizi vengano suffragati dal procedimento penale in corso a Bolzano”. Lo ha detto l’avv. Gerhard Brandstaetter, il legale di Alex Schwazer, all’Adnkronos, commentando la notizia che il tribunale federale svizzero ha respinto l’istanza cautelare di sospensione della squalifica di 8 anni che era stata avanzata per i Giochi di Tokyo 2020. “Io ne prendo atto, noi abbiamo provato perché c’era Tokyo in arrivo, speriamo ci sia la pronuncia prima dei Giochi posticipati al 2021”, ha aggiunto il legale.

Secondo quanto riportato dal quotidiano ticinese ‘LaRegione’ per l’ex marciatore altoatesino questa sarebbe stata l’ultima possibilità di appello. Schwazer è stato espulso nel 2017 dalle competizioni internazionali per una durata di otto anni a seguito della positività al doping rilevata una seconda volta (recidivo) dopo la prima clamorosa squalifica del 2012 decisa alla vigilia delle Olimpiadi di Londra dove mirava a difendere l’oro olimpico conquistato nel 2008 a Pechino sulla distanza dei 50 km. Questa sentenza segue la prima decisione, pronunciata lo scorso dicembre, con la quale il Tf aveva negato l’effetto sospensivo richiesto dal team di avvocati di cui fa parte il ticinese Riccardo Rigozzi.

Alex sta bene, è tranquillo, perché sapeva che sarebbe stata rigettata, abbiamo letto le motivazioni, quindi non c’è nulla di nuovo e le motivazioni sono molto scarse. C’è di peggio ma questa è una ingiustizia sportiva, giuridica e morale che stanno mettendo addosso ad Alex, oramai si è capito”, sottolinea Brandstaetter. “Vediamo se qualcuno confesserà, ma se non avremo una confessione speriamo che di fronte ad una manipolazione consolidata da una perizia qualcuno avrà il coraggio di dire che c’è una prova di manipolazione. Il perito ha già detto in udienza che la più accreditata è la manipolazione perché ci sono dei valori del dna che non sono fisiologicamente spiegabili, quindi qualcuno li dovrebbe spiegare, la Iaaf, il laboratorio di Colonia”, chiude il legale.

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