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FASE 2: UN BEL GUAZZABUGLIO MEDIEVALE MODERNO

roma-fase-2-1200x675Eccoci qui…dopo un periodo di giusta e forzata clausura (alla quale più di qualcuno ha cercato di fuggire) siamo entrati nella tanto decantata “Fase 2”, quel momento cioè di timida e lenta ripresa che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) portare verso una vita normale e serena.

Vero è che questo microrganismo denominato COVID-19 o più semplicemente Coronavirus, ha creato un dramma in tutto il globo terrestre. Centinaia di migliaia di morti che non potranno e non dovranno mai essere dimenticati. Un silenzio vergognoso proveniente dal governo cinese, Nazione da cui è partito il focolaio ed un marasma in cui si è trovato l’attuale Governo italiano, cercando di fare chiarezza in termini comportamentali attraverso decreti e “decretini” che in realtà hanno generato ancor più confusione.

La cosiddetta “Fase 2” sta vedendo la riapertura di attività commerciali e non che per due mesi sono rimaste chiuse; macchine che stanno tornando a popolare le strade capitoline e nazionali, sempre nel rispetto delle limitazioni tutt’ora in vigore.

Tra i “piccoli” cambiamenti quello delle “strisce blu” che tornate a pagamento e che ha generato una serie di critiche verso il Sindaco Raggi.

Il Presidente della Commissione Mobilità di Roma, Enrico Stefàno, ha così motivato tale scelta: “Eliminando la sosta tariffata, il risultato sarebbe che tutti vorrebbero spostarsi in automobile, anche chi potrebbe farne a meno, creando caos, traffico, congestione, e impedendo la rotazione e quindi l’accessibilità degli spazi. Difficilmente si troverebbe posto negli stalli prima tariffati ed eventualmente gratuiti, proprio perché, in quanto gratuiti, ognuno lascerebbe li l’auto anche oltre il tempo strettamente necessario” 

E ancora: “Il trasporto pubblico sarebbe fortemente penalizzato perché – ha scritto Stefàno – posso dispiegare tutti gli autobus di questo mondo ma se sono bloccati nel traffico saranno sempre inefficaci”.

Le opposizioni non hanno tardato a dire la propria in merito a tale scelta. “Raggi sospenda pagamento delle strisce blu anche per il mese di maggio. È necessario far prevalere in questa fase il buon senso, andando incontro alle esigenze di tutti, agevolando spostamenti per lavoro e estrema necessità per cittadini, lavoratori e commercianti, come con la Ztl disattivata” la risposta del gruppo del Pd capitolino in un tweet.

“Sospendere nella Capitale le strisce blu soltanto nella Fase 1 del lockdown più stringente e pensare di ripristinarle subito nel primo giorno di riapertura, ma solo di alcune attività, è un segnale che non va nella giusta direzione. Non dimentichiamoci che il sovraffollamento del trasporto pubblico è un rischio che non possiamo permetterci. Almeno per i prossimi mesi Ztl e strisce blu devono essere gratuiti” è l’esortazione dei consiglieri della Lega Davide Bordoni e Maurizio Politi. “I romani – hanno continuato i consiglieri – dopo un comportamento esemplare hanno diritto ad un rientro alla normalità e il più possibile agevolato dall’Amministrazione”.

Ma quello delle strisce blu non è l’unico problema: le mascherine chirurgiche monouso a 50 centesimi di euro, tanto sponsorizzate dal Governo (che in realtà costano 61 centesimi grazie all’Iva) sono praticamente introvabili. E laddove è possibile trovarle ne vengono distribuite solo due a persona. Molti poi, con l’inizio della “Fase 2” hanno pensato “bene” di dire addio all’uso delle maschere, come se la guerra contro il microrganismo fosse stata vinta. In realtà stiamo ancora battagliando col nostro nemico invisibile.

Va sottolineato che l’uso di tale protezione serve ad impedire che le goccioline di saliva (grazie a cui il virus si diffonde), sprigionate nell’aria dalla nostra bocca durante una conversazione, si diffondano in maniera assai rapida attraverso le vie nasali, gli occhi e la bocca.

Dunque, se tutti (nessuno escluso) indossassimo la mascherina, la vita per il virus sarebbe molto più difficile ma si sa, noi Italiani fatichiamo a comprendere regole dettate dal senso civico!

In questo periodo poi ogni Regione sta cercando di interpretare, con un ritorno vantaggioso in termini economici, le regole stabilite dall’ultimo decreto. In effetti (e fortunatamente) ci sono state zone d’Italia che hanno vissuto il periodo più critico in maniera meno dura in termini di decessi. L’Umbria, la Calabria ed altre splendide Regioni hanno deciso di anticipare l’apertura di certe attività commerciali. Certo è difficile spiegare a chi non ha vissuto la realtà della “zona rossa”, il perché di tali divieti ma forse la risposta più semplice (e si spera comprensibile) potrebbe essere la seguente: “Siamo tutti Italiani!”

Vero è che anche questa nuova realtà che dal 4 maggio stiamo vivendo si sta diffondendo a “macchia di leopardo” più che in maniera omogenea. Purtroppo, nel corso delle settimane passate, abbiamo assistito a date che avrebbero dovuto segnare uno spartiacque tra il prima e il dopo, tra uno stile di vita ed un altro e che spesso si sono mostrate semplici numeri segnati sul calendario.

Tanta, troppa confusione che ha generato sconforto, panico, dubbio e tutta una serie di sensazioni negative volte a portare ognuno di noi nell’assoluto smarrimento.

Purtroppo, noi italiani non abbiamo memoria storica ed il timore che il ricordo di questo periodo possa rimanere impresso solo nella mente e nel cuore di chi è stato toccato nel profondo, a causa della perdita di un proprio caro (amico o parente), non è poi così infondato.

Il tempo sarà l’unico vero giudice e vedremo quanto sarà alto il senso civico di ciascuno di noi. La speranza, come si dice, è sempre l’ultima a morire!

Stefano Boeris

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