| categoria: Roma e Lazio

FOCUS/ Coronavirus, riapertura senza rimbalzo

di WANDA CHERUBINI
VITERBO- Una riapertura senza rimbalzo. Così definisce il direttore di Confesercenti di Viterbo, Vincenzo Peparello, le riaperture degli esercizi commerciali della Tuscia. “Piuttosto un avvio lento, con qualche difficoltà in più soprattutto nelle località turistiche, dove la mancanza di viaggiatori si fa sentire, con l’eccezione dei servizi alla persona che mostrano segnali di recupero più decisi – precisa – I “primi giorni” di negozi, bar e ristoranti non ha permesso di registrare risultati brillanti, con vendite che rimangono ben al di sotto della normalità pre-lockdown. A pesare un movimento della clientela ancora molto ristretto, su cui incide lo stop al turismo, la chiusura delle scuole e la ripresa ancora modesta delle attività negli uffici. Mancanze particolarmente evidenti nei centri storici delle grandi città, nei quartieri direzionali e, ovviamente, nelle località ad alto interesse turistico. Meglio vanno invece le attività di vicinato nei quartieri, le cui vendite rimangono fiacche ma che vedono un primo risveglio della domanda dei residenti”.

Tra le imprese Peparello rileva determinazione e voglia di ripartire, rispettando in pieno le regole per dare certezze ai clienti e accoglierli nella massima sicurezza. “Per dare una spinta alla domanda, alcune imprese hanno introdotto anche promozioni in occasione della riapertura – evidenzia – Complessivamente, però, le vendite sono rimaste deboli nei negozi, con l’eccezione degli alimentari che invece registrano risultati in linea con i giorni precedenti. Meglio vanno i servizi alla persona, in particolare acconciatori e parrucchieri, davanti ai quali si vede formarsi qualche fila. Interesse ancora modesto per i bar, su cui incidono le nuove regole di distanziamento ma anche la mancata ripresa del lavoro negli uffici, mentre molti ristoranti – in particolare quelli specializzati nel pranzo per i dipendenti – hanno scelto di rimandare l’apertura.

Peparello mette in evidenzia come nel Viterbese si registrano elementi contrastanti . “A Viterbo la riapertura dal 18 maggio è andata meglio nel centro storico, anche se non tutti gli operatori hanno alzato la saracinesca. Comunque la maggioranza ha aperto. Non entusiasmante il risultato del monitoraggio riguardante i ristoranti anche perché, in condizioni normali, molti locali il lunedì sono generalmente chiusi, si presume che per fine settimana molti operatori del settore in città decideranno di aprire, ma valuteranno secondo le prenotazioni. Quasi tutti i bar in città hanno aperto offrendo la possibilità di degustare, nel rispetto delle norme imposte per la pandemia, caffé e colazione – dice ancora il presidente della Confesercenti – Saracinesche alzate per i commercianti, ma con una clientela a rilento. Il settore immagine e benessere fin dal primo giorno ha fatto registrare il boom. Continuano ad essere numerose le presenze, su prenotazione, presso barbieri, parrucchieri e centri benessere. Per questo settore avevamo addirittura chiesto un’apertura anticipata, poiché l’organizzazione del lavoro nei locali prevede l’ appuntamento per la clientela e la stessa struttura dei locali può garantire il distanziamento.Contenti ed entusiasti, dunque, sono gli esercenti, per il gran numero di clienti, come era prevedibile. Soprattutto è stata registrata una forte presenza femminile, poiché il lungo lockdown ha costretto molte ad arrangiarsi in casa con risultati non sempre soddisfacenti. In periferia – conclude Peparello – le cose stanno andando, in percentuale, in maniera meno eccellente, soprattutto nella località turistiche della Tuscia. Per quanto riguarda la riapertura delle attività commerciali, pubblici esercizi sulla costa e sui laghi, soprattutto stagionali, importante e strategica sarà l’avvio della stagione balneare e delle attività turistico ricettive, ricreative e complementari, come previsto dall’ordinanza appena approvata dalla Regione Lazio , anche se condizionata alla mobilità degli abitanti della regione, comunque metterà in moto l’indotto commerciale turistico-ricreativo e dei servizi sulla costa viterbese e nei comprensori dei laghi di Bolsena e di Vico”.

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