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Da Cutugno a Ricchi e Poveri, live artisti italiani all’estero vanno avanti

Da Cutugno a Ricchi e Poveri, live artisti italiani all'estero vanno avanti

Il produttore Danilo Mancuso all’Adnkronos, ‘moltissimi i paesi dove i live sono già confermati’

Gli artisti italiani che vanno molto forte all’estero non si fermano, e hanno già confermati moltissimi dei live previsti per il 2020. Lo conferma all’Adnkronos il produttore Danilo Mancuso, fondatore di DM Produzioni, società di management e discografia ed una delle più importanti realtà di booking di artisti italiani famosi nel mercato estero. “Non tutta la musica si ferma – dichiara Mancuso, ideatore della recente ReuniOn dei Ricchi e Poveri e della loro partecipazione al 70° Festival di Sanremo- abbiamo la fortuna di lavorare con artisti che ci danno la possibilità di ripartire comunque con gli spettacoli live nel 2020, sempre che il livello dei contagi continui a decrescere”.

In particolare, spiega il produttore, il riferimento è agli artisti “famosi all’estero, che avranno l’opportunità di fare i loro concerti in sicurezza, in tutti quei paesi che fortunatamente hanno subito in minor misura gli effetti del Covid-19 ed hanno adottato misure meno restrittive”. D.M. Produzioni rappresenta, tra gli altri, Toto Cutugno e I Ricchi e Poveri per i quali già alcuni Paesi dell’Est, il Kazakistan, l’Armenia, l’Azerbaigian, i Paesi Baltici, oltre ad alcuni stati europei tra i quali la Germania “attendono solo il nostro via libera, in ottemperanza alle prescrizioni italiane in tema di mobilità internazionale, per ufficializzare le esibizioni“, spiega il produttore.

In Italia, invece, “l’adozione della formula del teatro-canzone, della narrazione che tiene insieme la musica, la parola e l’immagine, con l’adozione di mirati accorgimenti ed un ridimensionamento di varia natura, rappresenta un’opportunità concreta per continuare a lavorare con gli artisti del nostro roster, come Roberto Vecchioni, Red Canzian (e non solo) che possono magistralmente realizzarla, intercettando un pubblico trasversale”, è l’analisi del manager.

Che sottolinea: “La pandemia ci ha obbligati, per molti aspetti, al ripensamento di schemi consolidati; in questo momento, anche nel settore della musica live, nel rispetto del quadro normativo e con senso di responsabilità, occorre raccogliere la sfida di questo periodo complesso, trasformare l’ostacolo in opportunità, non solo per gli artisti ma anche per tutte le professionalità coinvolte nella realizzazione dello spettacolo live, perché la musica è soprattutto emozione condivisa”.

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