| categoria: sanità Lazio

DIETRO I FATTI/ Quanto durerà ancora l’alibi del Covid?

Non si può dire che sia tutto passato, non si può dire di essere fuori pericolo, ma non c’è dubbio che la tensione  da Coronavirus sia calata e che tutti stiano tirando il fiato.  La Regione fatica a tenere tutti ancora sul chi vive, la voglia di voltare pagina è irresistibile. Ma dietro l’angolo ci sono tutti i problemi che la pandemia ha fatto dimenticare e mettere da parte nel giro di pochi giorni. La sanità laziale oggi osannata e santificata non godeva di buona salute ed era fortemente criticata. Vogliamo fare finta di niente? Covid-19 per di più ha messo drammaticamente in evidenza le carenze strutturali  del sistema sanitario messo in piedi in questi anni dalla gestione Zingaretti. Se la medicina territoriale è a pezzi, se non è stata impostata una politica corretta con le associazioni datoriali della sanità privata, se oggi Rsa e case di riposo sono un “problema” le responsabilità sono nette e chiare e non si possono  più tirare in ballo errori del passato. L’alibi della pandemia non reggerà ancora a lungo. Qualcuno dovrà interrogarsi e trovare un nuovo modus operandi. Il commissariamento è virtualmente terminato, si può investire, si può assumere, si può programmare. Ma il vizio di origine della gestione Zingaretti rimane. Contro ogni logica per rientrare nei parametri finanziari richiesti si è tagliato selvaggiamente senza logica, e non si è costruito un nuovo sistema. Alternativo. Non si è investito per crescere, non si è cercata l’alleanza con la sanità privata perdendo l’opportunità di arrivare ad una situazione di equlibrio. Scelte ideologiche che adesso si pagano. Invece di sedersi attorno a un tavolo e chiedersi cosa fare assieme è prevalsa la logica del sospetto e della competizione. Con il risultato che la coda del Covid è piena di veleni.   Adesso i lavoratori della sanità privata sono sul piede di guerra per il contratto, tirano la giacca a Zingaretti che non sa che pesci pigliare e ha in ogni caso le mani legate. Sarà per quello che sull’argomento tiene il profilo basso.
Meglio restare nella logica degli annunci, degli slogan del “non abbassare la guardia”( un tormentone fastidioso) e di quanto siamo stati bravi a gestire l’emergenza. Poi c’è lo spot dell’ospedale del Golfo, idea maturata nel primo decennio di questo secolo e che ora serve a tenere occupati i politici del Sud Pontino. Infine il piccolo capolavoro, il “pensatoio” per rivedere le politiche della terza età.  Chi ha trascurato per anni ogni appello, ogni allarme, oggi vuole studiare il fenomeno e dare una svolta. Rsa? Case di riposo? Quante sono, come funzionano, che impegno e che risorse richiedono, quanto costano? Tutti interrogativi ai quali è difficile dare risposte sensate. Bisognerebbe studiare, ma c’è altro da fare. Più facile fare filosofia, ed ecco il Think Tank. E’ stato convocato, questo gruppo di lavoro, ha “assaggiato” l’iniziativa con una video conferenza. Poi si vedrà. La prossima riunione? La scaletta operativa? Non si sa, meglio tenere tutto nel vago. Non si sa mai.  Chi fa parte del “pensatoio”? Un minestrone, a quel che è dato di sapere: Gianni Letta , Massimiliano Fuksas (architetto), Mirta Michilli  (direttore generale Fondazione Mondo Digitale), Roberto Bernabei (presidente Italia Longeva), Francesco Vaia (direttore sanitario INMI Spallanzani Roma), Suor Alessandra Smerilli (economista teoria economica e relazioni interpersonali), Antonio Polito (giornalista), Leonardo Palombi (direttore dipartimento di biomedicina e prevenzione Università Tor Vergata di Roma), Marinella D’Innocenzo  (direttore generale Asl Rieti), Linda Laura Sabatini (sociologa esperta di politiche per la Famiglia), Flori Degrassi (direttore generale Asl Roma 2), Marco Magheri (responsabile area comunicazione Campus Bio-medico Roma), Marina Davoli (direttore dipartimento di epidemiologia SSR Regione Lazio), Valentino Mantini (esperto servizi alla persona in ambito socio-sanitario). Nomi altisonanti e tecnici della sanità e della gestione in sanità. Un paio di soggetti messi in mezzo non si sa bene a quale titolo, qualche stella di prima grandezza ma con nessuna competenza, nessun esponente del mondo variegato che di terza età si occupa, nessuna associazione di categoria, nessuna associazione di familiari, nessun gestore di case di riposo e di Rsa, nessun imprenditore privato del settore. Insomma, chi spiegherà a questo consesso di primi della classe come stanno sul serio le cose?

 

Reporter

Ti potrebbero interessare anche:

Idi, l'azienda sospende la mobilità fino al 10 aprile
Accordo Umberto I-Regione, proroga per 600 infermieri
Dopo 11 anni di proroghe e rinvii chi garantisce il futuro del Recup?
“Fondazione S.Lucia, piccola città dove i miracoli diventano possibili”. In visita Mattarella e Lo...
SPALLANZANI: L’ AIDS SI COMBATTE CON PREVENZIONE, INFORMAZIONE E ARTE
SAN GIOVANNI ADDOLORATA/ La chirurgia robotica capitolina, un’istituzione che compie 10 anni



wordpress stat