| categoria: sanità Lazio

IL FATTO/ L’ospedale del golfo? Rieccolo

Il governatore Zingaretti rilancia l’idea. La As di Latina presenta il progetto della nuova struttura. Si prevedono 173 posti letto estendibili fino a 253 e 18 posti di rianimazione estendibili a 80 in caso di emergenza. La spesa per il progetto, attualmente riportato in uno studio di fattibilità, è pari a 85 milioni di euro per una struttura di circa 50mila metri cubi

 

 

“I cittadini del Lazio avranno un nuovo ospedale. Presentato dalla Asl il progetto per il nuovo Ospedale del Golfo in provincia di Latina, una struttura moderna e innovativa per migliorare le cure per le persone”. Così, sul suo profilo Twitter, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha annunciato il progetto della nuova struttura ospedaliera che dovrebbe sorgere nella zona del golfo di Gaeta, a Formia.   I vertici della Asl che hanno presentato lo studio prevedono 173 posti letto estendibili fino a 253 e 18 posti di rianimazione estendibili a 80 in caso di emergenza. La spesa per il progetto, attualmente riportato in uno studio di fattibilità, è pari a 85 milioni di euro per una struttura di circa 50mila metri cubi. Al Pronto Soccorso saranno dedicati 1435 metri quadrati, 1530 mq per l’Intensivo e la Rianimazione, 930 mq per la Medicina d’Urgenza, 770 mq per la Psichiatria, 1015 mq per la Chirurgia ambulatoriale, 1125 per l’area operatoria. Il progetto esecutivo verrà inviato alla Regione Lazio entro un anno. Fin qui la notizia. Prendiamo fiato e ragioniamo. L’idea viene ripresentata a intervalli regolari ( opportunità politiche?) da oltre un decennio, ha la sua logica ma tutti i progetti sono sempre tornati nel cassetto per ragioni pratiche e finanziarie. Si è tagliato il tagliabile, si sono chiusi ospedali secondo una logica e una programmazione. Che senso poteva avere mettere in piedi un ospedale nell’estremo sud pontino? Nel mazzo delle proposte c’era anche l’ospedale dei Castelli, ci sono voluti anni e sforzi inimmaginabili per realizzarlo. E ancora oggi, a cose fatte, c’è chi lo contesta. Dunque ci risiamo. E questa volta a spingere è il dg della Asl di Latina, Giorgio Casati. Vogliono il miracolo, il via dei lavori dovrà esserci al massimo tra un anno e mezzo dopo l’approvazione tra 12 mesi del progetto esecutivo da parte della Regione Lazio, la sua conclusione deve avvenire entro Natale del 2023. I finanziamenti ci sono, li dovrà gestire l’Inail .
Il nuovo ospedale, che vuole mandare in pensione dopo mezzo secolo di attività il “Dono Svizzero”, nascerà in località ex Enaoli,su un’area di proprietà regionale, ex Arsial, laddove l’aveva ipotizzato, tra l’iniziale scetticismo generale, l’ex sindaco di Formia Sandro Bartolomeo. La zona è considerata baricentrica per l’intero sud pontino, tra la variante Formia-Garigliano a nord e la statale Appia a sud, pronta ad essere collegata anche alla ferrovia Roma-Napoli attraverso la realizzazione di una fermata ad hoc. C’è un inizio di dialogo su questo con la direzione regionale di Trenitalia. Ma i problemi non mancano; l’area prescelta insista a poche centinaia di metri dal depuratore di Formia gestito da Acqualatina e dal centro comunale di trasferimento dei rifiuti. Crisitcità giù evidenziate tredici anni fa quando fu effettuato un primo studio di fattibilità. Se si andrà avanti qualcosa si dovrà fare in proposito.Il nuovo ospedale dovrà essere concepito già ora ad affrontare eventuali emergenze sanitaria dopo quella del Covid 19 ma anche per altre criticità.

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