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Crepe nel «magic team Veneto», Zaia e Crisanti ai ferri corti

Il presidente del Veneto: «La smetta con la tv, ognuno deve fare il suo mestiere». Il virologo: «Mai preso un euro da interviste. Gli italiani hanno visto chi ha fatto cosa, se vogliono che mostri tutta la documentazione lo farò»

Luca Zaia e Andrea Crisanti sempre più distanti. Il presidente del Veneto e il virologo che l’ha affiancato nell’emergenza Coronavirus sarebbero ai ferri corti e il botta e risposta ormai si è spostato sui giornali o durante i punti stampa. Zaia, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, dice: «E’ uno scienziato di altissimo livello, gli abbiamo affidato il più grande laboratorio italiano di microbiologia. Si occupa della fase di analisi. Ognuno deve fare il suo mestiere. Io ho la dottoressa Russo, capo della prevenzione: non fa analisi, ma ha ideato una strategia depositata l’11 febbraio. Io vado poco in televisione perchè non me ne frega nulla, solo interviste di qualità. Crisanti dovrebbe selezionare di più, per me».

La replica di Crisanti non tarda ad arrivare: «Basta liti, penso che dovremmo tutti quanti avere un po’ di senso di decenza, se non altro per rispetto a tutte le sofferenze e ai morti. Io sulle sofferenze e sui morti non voglio speculare. Ciò premesso, se loro dicono di avere avuto questi piani, li tirassero fuori. Se i piani sono protocollati, se sono autentici, chiedete a loro. Penso che gli italiani abbiano visto sotto i loro occhi lo svolgersi di questa epidemia e abbiano visto chi ha fatto cosa. Hanno visto che cosa ho detto e su cosa mi sono battuto fin dall’inizio. Se vogliono che mostri tutta la documentazione lo farò, anche se preferirei non arrivare a questo punto. Le carte parlano chiaro e penso che verranno fuori da sole. Una polemica su quelli che possono essere i meriti ci sta in tutte le situazioni in cui c’è stato un grande risultato. Questo è normale, è nella natura umana cercare in qualche modo di accaparrarsi il merito. Tuttavia, per quanto riguarda questa situazione particolare, ritengo che non sia una cosa eticamente giusta». Sull’invito di Zaia di smettere di andare in televisione, il virologo risponde: «Io non ho mai preso 1 euro da nessuna apparizione in tv. Ho solo partecipato a programmi di informazione e non ho mai sollecitato nessun intervento. In genere non guardo le interviste che do, non leggo i social e nemmeno leggo gli articoli che parlano di me. Si figuri questa cosa».

(Fonte vvox)

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