| categoria: Il Commento

Il premier Conte e la strategia della emergenza permanente

 

DI Giulio Terzi

Lo dicono e lo scrivono in tanti, il premier Giuseppe Conte le prova tutte per blindarsi dentro Palazzo Chigi. Ci sta da due anni e non ha nessuna intenzione di farsi da parte, consapevole che il suo tempo potrebbe scadere a breve e che il Pd sta moltiplicando di sforzi per metterlo con le spalle al muro e a rinunciare ad una autonomia di manovra che i partners di governo non gradiscono affatto.  L’arma più potente di cui dispone Conte è la strategia dell’emergenza continua, come la chiamano autorevoli  commentatori politici, un modo per tenere tutti sulle spine e non consentire spazi di manovra politica. Il ritorno del coronavirus a settembre? Come si può pensare in una situazione così difficile e complicata di cambiare qualcosa nella stanza dei bottoni? Chi si assume la responsabilità di mettere in crisi il governo in un momento così complicato, quando serve la massima concentrazione e solidarietà? Se il virus ci sfugge di mano di chi sarà la colpa? Una sorta di muto ricatto che  consente di cristallizzare il paese e puntellare Palazzo Chigi nel momento in cui il premier si troverà nello stato di maggiore debolezza. Da un lato la partita si giocherà tutta nei i prossimi sessanta giorni quando si saprà esattamente quanti soldi spetteranno all’Italia dall’Europa (pochi a sentire gli sherpa che seguono il dossier: al netto tra dare e avere all’Italia spetteranno meno di 20 miliardi di euro di sussidi e non gli oltre 80 sbandierati dal governo e da Gentiloni) e se finalmente arriveranno i soldi a famiglie e imprese che ormai non ce la fanno più.  Un rischio grosso per tutti, ma un motivo per lasciare in sella Conte, costretto a mettere la faccia e a prendersi la responsabilità di eventuali tracolli e disastri  Dall’altro lato, dopo l’estate, verranno al pettine tutti gli altri nodi: l’election day che potrebbe segnare la riscossa del Centrodestra, la crisi economica sempre più nera per famiglie e imprese, le polemiche e i distinguo sempre più forti all’interno della maggioranza. Dunque il Covid-2 rappresenterebbe una minaccia ed insieme una risorsa. Tenere il paese sulle spine consente di mascherare altri problemi ed errori pregressi, tiene in vita la allegra compagnia di esperti, scienziati, faccendieri, imprenditori di riferimento e di area sanitario-farmaceutico scientifica che gestiscono per Conte la situazione e che hanno tutto l’interesse di mantenere più a lungo possibile lo status quo. D’altra parte, si fa notare, gli stessi “tecnici” che fanno  previsioni catastrofiche nel medio termine o continuano ad invocare una prudenza che al paese ormai sembra eccessiva  riportano strettamente al governo. Sono stati scelti da Palazzo Chigi, assieme alla pletora di task force e di think tank. Una vera e propria linea politica sfumata, sommersa, non dichiarata ma efficace. In questa ottica l’improvvisa sortita del prof. Zangrillo, prorettore del San Raffaele di Milano, medico di Berlusconi e sul piano politico schierato a fianco della opposizione di centro destra acquista un sapore politico tutto particolare.

Che Conte sia venuto in uggia ai suoi sostenitori del resto è ormai palese. Imbarazzati i grillini ( ma disposti a tutto pur di non perdere poltrone) critici senza troppo ferire gli uomini chiave del Pd. In particolare il ministro Dario Franceschini, che si c omporta platealmente come un premier alternativo in pectore, lui un tempo schivo e silenzioso. Il  Ministro della Cultura e capodelegazione Pd al governo in questi giorni sta rilanciando dichiarazioni  a raffica  ai principali quotidiani del paese, quasi mai per parlare solo di cultura ma toccando temi degni di un leader,, dall’Alta Velocità al Ponte sullo Stretto: classiche materie per ottenere consenso. Perfino Zingaretti lo ha notato ed è sceso in campo per arginare questo super attivismo e sottolineare che fino a prova contraria a comandare nel partito è ancora lui. Una battaglia complessa, insomma, quella che si sta svolgendo sulla testa degli italiani, ancora tutti impegnati sul fronte della sopravvivenza al coronavirus.  Conte e soci, naturalmente, si augurano che gli elettori comprendano piuù tardi possibile cosa sta succedendo

 

 

 

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