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La strategia di Cap, sensibile, resiliente e innovatrice

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Sensibile, Resiliente e Innovatrice. Questi i tre pilastri della strategia di sostenibilità di Cap: l’utility della Città metropolitana di Milano ha messo al centro del proprio piano industriale un vero e proprio green deal basato sul dialogo e la partecipazione degli stakeholder, sulla digitalizzazione e l’economia circolare.

Lo dimostrano i numeri della Dichiarazione di carattere non finanziario (Dnf) 2019, suddivisa in nove aree sulla base della strategia contenuta nel piano di sostenibilità, che affronta in modo analitico tutti i temi Esg, (environment, social, governance).

RESILIENTI – Prima azienda in Italia ad aver adottato il Water Safety Plan (Wsp), Gruppo Cap nel 2019 ha esteso il Piano per la sicurezza dell’Acqua, arrivando a presidiare 8 nuovi sistemi acquedottistici (Sac) della Città metropolitana, cosa che ha permesso di razionalizzare i controlli da una parte indagando parametri sempre più specifici, e dall’altra aumentando il numero di prelievi, che sono stati ben 28.705, l’11% in più rispetto al 2018. Allo stesso tempo, è proseguita la campagna di sostituzione dei contatori obsoleti, che ha portato all’istallazione di 45.000 nuovi misuratori.

L’attività di riduzione delle perdite idriche è al centro dell’attenzione del gestore del servizio idrico integrato che nel 2019 ha monitorato 2.240 km di rete acquedottistica, il 9% in più rispetto all’anno precedente, su un totale di 6.442 km di infrastruttura, consentendo l’individuazione di oltre 580 perdite occulte. La scelta di promuovere l’uso di acqua depurata per utilizzi non domestici da impiegare in particolar modo nel settore industriale e agricolo ha comportato un +34,32% di acqua riutilizzata, rispetto al volume totale di acqua trattata (oltre 100 milioni di metri cubi), e che raggiunge un +54%, rispetto all’anno precedente.

Sempre in ambito ambientale, l’obiettivo prefissato da Cap per il 2033 è quello di incrementare del 60% l’acqua drenata nei territori gestiti. Il 2019 ha visto un investimento di oltre 10 milioni di euro per la mappatura e la modellizzazione della rete fognaria al fine poter gestire in maniera ottimale il rischio idrico e idrogeologico e un ulteriore investimento di 28,9 milioni di euro per aumentare la resilienza delle infrastrutture fognarie.

Il progetto più importante avviato nel 2019 è quello di simbiosi industriale della Biopiattaforma di Sesto San Giovanni, che prevede la trasformazione del termovalorizzatore di Sesto San Giovanni e del depuratore adiacente in una Biopiattaforma dedicata all’economia circolare. Un impianto che sarà carbon neutral (a zero emissioni di CO2), e in grado di impiegare i fanghi di depurazione e la frazione umida dei rifiuti per produrre biometano, energia pulita ed eco-fertilizzanti. Nell’impianto di depurazione Bresso Gruppo Cap ha invece inaugurato il primo impianto italiano di biometano collegato alla rete Snam, il cui biocombustibile viene destinato per lo più al settore degli autotrasporti. Grazie a una logica di produzione su scala industriale, nel 2019 l’azienda ha immesso in rete 325.339 Smc di biometano.

SENSIBILI – Nel 2019 sono stati destinati al bonus idrico integrativo oltre 870mila euro a favore dei cittadini più deboli. Mentre ammonta a oltre 11mila il numero delle bollette rateizzate per un valore complessivo di poco meno di 10 milioni di euro. A fianco dell’innovazione tecnologica e della ricerca, Gruppo Cap ha attivato da tempo progetti di sensibilizzazione rispetto al valore dell’acqua del rubinetto, con iniziative di edutainment nelle scuole o in ambito sportivo (Valori in Campo). L’obiettivo di Cap è di triplicare il numero degli utenti Cap che dichiarano di bere solo, o quasi solo, acqua del rubinetto, fino a raggiungere il 70% degli utenti nel 2033. Nel 2019 sono stati coinvolti 7.462 studenti e 722 insegnanti in molteplici attività di educazione ambientale all’insegna di una cultura basata sull’uso consapevole dell’oro blu.

Inoltre, Cap ha anche lanciato la campagna Fonte San Rubinetto, Fonte di Casa tua, diretta a tutti i consumatori e sviluppata attraverso un roadshow nei centri commerciali della Città metropolitana di Milano. Capitale umano: sono 868, tra donne e uomini, le persone che si impegnano ogni giorno per garantire un servizio efficiente e attento, con un aumento del 3% rispetto al 2018. Un compito che necessita di un’attività di formazione del personale continua e trasversale: nel 2019 sono state 34.000 le ore totalizzate dedicate in particolar modo a sostenibilità e sicurezza, 48% in più rispetto al 2018, tema cui è stato dedicato il 39% di tutto il pacchetto formativo.

INNOVATORI – Sul fronte della governance, Cap mira a trasformare l’offerta ai clienti in un servizio integralmente digitale e personalizzato, con bollette online, contratti paperless gestibili a distanza, nuovo call center interattivo. Nel 2019 sono 48.391 gli utenti che hanno aderito alla bolletta online, il 32% in più rispetto all’anno precedente. Avere rete e impianti sempre più smart vuol dire puntare sull’innovazione dei processi produttivi. Il 2019 in Cap sarà ricordato per l’implementazione dei dispositivi di cybersecurity, installati sulla metà dei sensori e degli strumenti per il controllo da remoto, utilizzati per digitalizzare reti e impianti.

Insieme all’innovazione tecnologica, la ricerca è l’altro motore dello sviluppo di una governance industriale del gestore lombardo. In questo senso, lo scambio di competenze e tecnologie diventa un tema strategico fondamentale per Gruppo Cap, che ha nel centro ricerche Salazzurra uno dei poli per la sperimentazione scientifica del settore più importanti e attivi. Da questa esperienza sono nati importanti progetti di simbiosi industriale sviluppati proprio nel 2019: dalla collaborazione con Danone che prevede l’utilizzo di scarti organici come gli yogurt scaduti, per alimentare gli impianti per la produzione di biogas alla collaborazione con Fitt, multinazionale italiana attiva nel settore della produzione di tubazioni in Pvc per l’attività di ricerca e testing sui materiali recuperati dai fanghi di depurazione.

Insieme a Novamont invece, Cap si è occupata della valutazione sperimentale dell’utilizzo di cellulosa di scarto, recuperata dal refluo urbano.

Il Gruppo ha anche avviato numerosi progetti di ricerca con Università, Enti di Ricerca, Fondazioni e altre realtà industriali, al fine di promuovere l’innovazione, nell’ambito della gestione del servizio idrico. Tra gli altri, il progetto H2020 Digital Water City, coordinato dal Centro di Competenza sulle acque di Berlino (Kwb – Kompetenzzentrum Wasser Berlin) e composto da 24 partner di 10 Paesi europei, che prevede la realizzazione di soluzioni digitali per affrontare aspetti del ciclo idrico integrato in 5 centri urbani: Parigi, Berlino, Copenaghen, Milano e Sofia. A Milano, la sede di sperimentazione è proprio il depuratore di Peschiera Borromeo di Gruppo Cap, che ha vinto un finanziamento di 5 milioni di euro da investire nella ricerca

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