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Tuscia, continuano le manifestazioni sulle terme

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di WANDA CHERUBINI

VITERBO-Torna alta l’attenzione sulla situazione termale del Viterbese con le manifestazioni che dalla scorsa settimana stanno portando avanti Giovanni Faperdue, presidente dell’associazione “Il Bullicame” insieme a Franco Marinelli di Solidarietà Cittadina. Dopo il Bullicame di domenica scorsa, i manifestanti si sono dati appuntamento questa mattina presso le Zitelle (in strada Valore, ndr), per protestare contro lo spreco d’acqua termale che in questa zona va a finire dentro un fosso. Si parla di ben 12 litri al secondo. “Abbiamo deciso di fare un presidio continuo sul sistema termale del Bullicame ed ogni sabato visiteremo un sito termale viterbese e ci potremo degli interrogativi – ha esordito Faperdue– Oggi ne poniamo uno: perché dal 1952 ad oggi 12 litri di acqua termale finiscono dentro il fosso Umeda?“.
Marinelli ha aggiunto: “Io abito in zona e mi ricordo da piccolo questa cosa. Pensavamo che con il tempo qualcosa si sarebbe fatto, visto che si è parlato di questa zona come città termale di Viterbo e  ci credevamo. Ci furono diversi imprenditori interessati, ma sono sempre stati bloccati. L’ultimo, l’Itet, si fermò perché sarebbe dovuto sorgere l’aeroporto internazionale a Viterbo, cosa che non avvenne. Quest’acqua che va dentro al fosso, mi risulta che 60 anni fa era molto di più di 12 litri al secondo. Da qualche anno si era deciso che la Regione e il Comune avrebbe piombato questo pozzo delle Zitelle perché chiudendolo si rinforzerebbero le falde acquifere sotterrane, però ad oggi né la Regione, né il Comune hanno fatto nulla.  Se qualcuno va a vedere su Internet quanta acqua termale ha Montecatini, si rende conto che vuol dire buttare 12 litri d’acqua termale al secondo”. Faperdue ha precisato: “La Regione è impegnata da circa 2-3 anni nel fare le pratiche per poter concedere la concessione termale di questo sito al Comune per poterlo poi chiudere. Noi ci auguriamo che questa pratica prima o poi sbarchi a Viterbo e poi solleciteremo il Comune a chiudere questo pozzo. Chiudere però le Zitelle non significa che l’acqua torna al Bullicame, dato che i flussi del Bullicame continueranno ad accorrere tutti al San Valentino. Quindi il Bullicame e il San Valentino rimangono problemi aperti”.
Marinelli poi spiega perché sia lui che Faperdue sono incatenati: “Siamo incatenati perché non vogliamo lasciar perdere questa battaglia finché non vediamo qualche risultato per la città. Viterbo potrebbe essere la città termale più grande d’Europa con acqua e fanghi che non hanno eguali. Se Viterbo avesse uno sviluppo termale come si merita ci sarebbero centinaia e centinaia di posti di lavoro e ne gioverebbero tutti, in primis il turismo. Poi quell’altra bufala uscita che non c’era nessun imprenditore interessato per le ex Terme Inps, quando invece ce ne sono. Perché non evitano di dire certe cose?”.

A conclusione Faperdue spiega: “Ogni sabato andremo da altre parti perché di acqua termale ce ne è tanta. Ma vorrei ricordare una cosa: quando venne Martini della Itet andò a parlare con l’allora sindaco Nando Gigli, che gli disse che prima doveva realizzare l’impianto termale e poi il villaggio termale. Ma dopo pochi giorni è sparito e non si è fatto più sentire. Poi ci fu la “sceneggiata” di Marini,  quando minacciò le dimissioni nel caso in cui questa cubatura non fosse portata a Montepizzo. Naturalmente, se fosse passato in comune questo provvedimento un terreno che valeva 5 lire come edificabilità come questo sarebbe andato a finire a 5 mila lire con edificabilità a Montepizzo. Fortunatamente questo provvedimento non è passato in consiglio comunale”.

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