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Toscana, scontro Ceccardi-Rossi sull’antifascismo

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“Non dico quel che tutti vogliono sentirsi dire, dico ciò che penso. Non sono né fascista né antifascista perché aveva senso prendere posizione nel 1944, oggi non c’è una guerra civile. Sono dalla parte dei deboli. E prenderò voti di sinistra”. Lo afferma l’europarlamentare Susanna Ceccardi (Lega), candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Toscana, in un’intervista alla “Repubblica”.

Alla domanda se si consideri antifascista, Ceccardi risponde: “Io sono anti ideologica. Vengo anch’io dalla storia rossa, sono nata nel 1987 ma ho una famiglia di tradizione di sinistra, il fratello di mio nonno era un partigiano e fu ucciso dai fascisti. Non sono né fascista né antifascista, aveva un senso la domanda allora, nel 1944. Oggi è troppo facile dirsi antifascisti con un nemico che non esiste. Sono dalla parte dei temi”. Ceccardi pensa di prendere voti a sinistra “dicendo la verità. Lo slogan ‘acqua pubblica’ ora piace a tutti ma l’acqua l’ha privatizzata la sinistra. Loro vogliono ingraziarsi l’elettorato, io faccio una valutazione costi-benefici. Io metterò al centro i temi sociali e la sicurezza. Case popolari modello Cascina: prima gli italiani. Servirà il certificato patrimoniale del Paese di origine per le domande”.

“Susanna Ceccardi occupa una poltrona – cui non intende rinunciare pur essendo candidata alla presidenza della Toscana – di un parlamento internazionale che senza la sconfitta dei nazisti e dei fascisti non sarebbe mai nato. Il nazismo e il fascismo, se avessero vinto, avrebbero trasformato l’Europa in un immenso lager senza libertà politiche e religiose, senza libertà per gli orientamenti sessuali, senza libertà di associarsi in sindacati, senza libertà per la cultura e per ogni altra espressione umana se non quelle autorizzate da Mussolini e da Hitler”. Lo dichiara Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, commentando l’intervista alla “Repubblica” dell’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Toscana.

“Dice poi di essere anti ideologica. E allora perché siede nel gruppo dell’estrema destra europea insieme al partito di Marine Le Pen e ai tedeschi di Alternative für Deutschland? Almeno oggi, a cento anni dall’incendio appiccato dai fascisti al Narodni dom, guidati peraltro dal toscano e fascistissimo Francesco Giunta, avrebbe avuto senso dirsi antifascisti – continua Rossi – Nonostante lo zio partigiano ucciso dai fascisti, Ceccardi non è nuova a queste uscite che negano l’antifascismo quale fondamento della nostra democrazia e delle nostre libertà. Nel 2018, quando era sindaca, mentre tutti i Comuni della Toscana ricordavano il 25 aprile e l’orrore delle stragi nazifasciste, a Cascina sfilavano alcuni figuranti con le divise delle SS”.

“Consiglio a Ceccardi, se davvero pensa di poter governare la Toscana, di essere rispettosa e di non sottovalutare il pericolo costituito dai rigurgiti neonazisti e neofascisti. Legga almeno quello che scrivono i servizi segreti italiani nell’ultima relazione al Parlamento sui rischi terroristici collegati alla galassia nera. Lei, che è stata anche consigliera di Salvini al Viminale, non avrà problemi a reperire il testo”, afferma Rossi.

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