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Valentano, arrivano i migranti, e la Tuscia insorge

 
di WANDA CHERUBINI-

VALENTANO (Viterbo) – La decisione presa dal Viminale in queste ore di fare dell’ex convento dei frati minori di Valentano un centro per la quarantena dei migranti in arrivo in Italia e possibili Covid positivi sta allarmando il Viterbese. “La mia piena vicinanza al collega e amico Stefano Bigiotti e ai cittadini di Valentano -ha affermato il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili – Grave, anzi gravissima, la dinamica di quanto sta accadendo. Nella notte passata sono già arrivati i primi ospiti della struttura e al momento il sindaco Bigiotti, massima autorità sanitaria, non è ancora stato messo al corrente della situazione. Non si sa nulla su come saranno gestiti i controlli, importanti per evitare le fughe, di persone che potrebbero essere anche contagiose, già registrate in altre realtà simili del Paese. Che situazione sanitaria c’è? Ci sono casi di positività riscontrata tra gli arrivati? Sono tutte domande importanti che purtroppo non hanno risposta. Una scelta che rischia, in caso di casi positivi e nuove infezioni, di fare balzare anche sulle cronache locali e nazionali Valentano e la Tuscia, con possibili danni anche per quanto riguarda il settore turistico – continua Profili – Il che sarebbe particolarmente grave vista la già fragile situazione che i nostri territori stanno vivendo”.
Anche il mondo economico della Tuscia è in apprensione:  “Non possiamo negare che esista grande preoccupazione per i cittadini e le imprese di Valentano, oltre che per l’intero sistema della zona del lago di Bolsena, a seguito dell’arrivo questa notte, su decisione unilaterale del Viminale e nonostante il parere contrario delle istituzioni locali, di 40 migranti in quarantena, trasferiti senza alcuna rassicurazione di tipo sanitario in una comunità di meno di 3000 persone che è Covid free da maggio”. Lo dichiara Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo, che lancia l’allarme per il rischio a cui vengono esposte la salute pubblica e l’economia locale di quell’area della provincia, alla luce del trasferimento di un blocco di migranti con anamnesi sconosciuta a Valentano. Specie dopo quanto è accaduto negli ultimi mesi e proprio nel pieno della stagione turistica che, anche sulle sponde del lago di Bolsena, a fatica sta ripartendo. “Le nostre imprese sono state duramente colpite dalla pandemia, specie quelle del settore turistico che sul lago sono centinaia – spiega -. Eppure, con grande senso di responsabilità in questi mesi hanno osservato alla lettera, come tutti, le limitazioni imposte dal governo per preservare la salute pubblica da possibili contagi. Perché era giusto. Tuttora la ripartenza è condizionata da disposizioni normative stringenti, eppure nessuno si tira indietro. Ma se adesso scoppiasse un focolaio a Valentano, la stagione turistica sarebbe ulteriormente compromessa. Con gli esiti che tutti possiamo immaginare. Siamo poi sicuri che la struttura individuata per ospitarli in quarantena, cioè l’ex convento dei frati minori – si chiede De Simone -, da cui in passato altri migranti dovettero essere trasferiti per la carenza dei benché minimi servizi, possa essere una sistemazione idonea? E se le persone lì ospitate, di fronte all’assenza di servizi e magari anche di controllo, decidessero per questo di allontanarsi come già accaduto in altre parti di Italia? Se qualcuno fosse positivo al Covid-19, il pericolo di una diffusione del contagio nella zona del lago potrebbe essere enorme. Di chi sarà la responsabilità se Valentano e l’area limitrofa saranno l’epicentro di un nuovo focolaio?”.
Tutto ciò è inaccettabile anche per la Lega, con il suo senatore Umberto Fusco, che dichiara: “Tutto ciò è inaccettabile e lo è ancor di più per le modalità con cui tale scelta è stata assunta, senza alcuna condivisione con il sindaco Bigiotti, che ancora oggi non è a conoscenza di quanto stia avvenendo, delle presenze e dello stato di salute degli immigrati in arrivo e  senza alcun rispetto dei cittadini di Valentano e del territorio, che si troverebbero con una probabile minaccia sanitaria nel proprio Comune, proprio all’indomani del voto in Parlamento per il prolungamento dello stato di emergenza ed il rinnovo delle restrizioni ad esso correlate.
Come Lega non consentiremo che ciò avvenga. I territori della nostra provincia, come ribadito già dello stesso Sindaco di Valentano, non sono a disposizione del Ministro Lamorgese e non sono disponibili a condividere le scelte fallimentari che questo Governo sta portando avanti sull’immigrazione.
Non saremo disponibili a consentire che il caos dei centri di accoglienza, il rischio covid e le fughe che sempre più spesso si verificano dagli stessi centri, incapaci di contenere in termini numerici ed in condizioni dignitose gli arrivi degli sbarchi, diventino un ulteriore problema per Valentano e per tutti gli altri Comuni della provincia di Viterbo.
Intendiamo, pertanto, manifestare il nostro sostegno al Sindaco Bigotti, mantenendo alta l’attenzione su questa vicenda e sulle sue evoluzioni”. Sabato mattina, alle 10.30, una delegazione di amministratori della Lega insieme al Senatore Umberto Fusco incontrerà il sindaco, presso la struttura che dovrebbe ospitare i migranti, per valutare le azioni più opportune da intraprendere, a tutela dei cittadini e del territorio.
Intanto, su disposizione del Resp. Federale Organizzativo, Roberto Calderoli, Andrea Micci, capogruppo della Lega a Viterbo, comunica che nelle giornate di Sabato 1 agosto 2020 e domenica 2 agosto 2020 è indetta una gazebata con tema “STOP INVASIONE – IO STO CON SALVINI”.“A Viterbo, abbiamo richiesto sabato 01 agosto 2020 dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00, l’occupazione di suolo pubblico, presso via del Corso, incrocio con via della Sapienza, in prossimità della Chiesa del Suffragio, e per domenica 02 agosto 2020 dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00, l’occupazione di suolo pubblico, presso piazza della Rocca, in prossimità della Fontana, in Viterbo” – precisa Micci.

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