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ASL ROMA3/ “ Pronti ad affrontare il Covid a scuola”

foto dott-ssa Simona AMATO (1)IL PUNTO/ Parla la dr.ssa Simona Amato, direttore sanitario. “Abbiamo gestito i focolai in navi da crociera e filtrato i passeggeri degli aerei, con  i nostri Drive-in abbiamo effettuato migliaia di tamponi, ora pare che i cittadini abbiano abbassato la guardia, ma vigiliamo”. “La riapertura delle aule è un problema senza una opportuna sorveglianza e vigilanza. Oltre ai test di siero prevalenza stiamo lavorando per potenziare  la medicina scolastica e preparando una task force efficace per intervenire  se e quando servirà”

di Elena Padovan

 

La stagione autunnale alle porte spaventa. Il Covid continua ad essere un nemico, con l’unica differenza che ad oggi le strutture sanitarie si sono equipaggiate per contrastarlo. Ne abbiamo parlato con la dr.ssa Simona Amato, direttore sanitario dell’Asl Roma 3.

 

Dr.ssa Amato, come la sua direzione sanitaria ha affrontato il Covid?

La pandemia ha reso necessaria una riorganizzazione delle attività passando dal sistema ospedalecentrico a quello della integrazione ospedale-territorio dove a quest’ultimo è stato assegnato l’importante compito della prevenzione della circolazione del virus e della gestione a domicilio. Il centro delle attività sono stati i distretti e soprattutto il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica. Tutta l’azienda è stata dunque ripensata per poter affrontare le attività necessarie quali i tamponi domiciliari, l’assistenza dei pazienti a domicilio e il trasferimento dei pazienti che da pausintomatici diventano sintomatici e quindi necessitano  di ricovero.

Inoltre, durante questa delicata fase non ci si è dimenticati di tutti quei pazienti cronici ed anziani, sia a domicilio sia istituzionalizzati in case di risposo o Rsa, che vengono monitorati con procedure di prevenzione della diffusione del virus ma anche di presa in carico a distanza per rispondere ai relativi bisogni di salute. Se le attività ambulatoriali sono state ridotte alle urgenze, le attività a domicilio non sono mai state ridotte, a meno che a chiederlo non fosse lo stesso paziente e in quel caso il servizio veniva erogato in telemedicina.

La direzione sanitaria si è anche trovata a dover preservare il Centro Parablegici Ostia da possibili rischi di contagio dei pazienti e a dover riorganizzare le prestazioni ospedaliere in reparti rigorosamente non covid.  Presso l’Ospedale Grassi, in quanto secondo stabilimento del presidio unico a gestione diretta della ASL e DEA di I livello, sono risultati  strategici i percorsi e l’acquisizione di personale dedicato, nonché la riorganizzazione e la gestione diretta da parte della direzione sanitaria aziendale del bed management.

 

Quali sono state le problematiche più acute e come le avete affrontate?

Certamente i focolai sono state le situazioni più critiche perché è stato necessario intervenire per i ridurre la possibilità di estensione dell’epidemia. Abbiamo avuto focolai anche in navi da crociera  e voli aerei e abbiamo avuto la necessità di concentrare in strutture ricettive i contatti e assicurare loro il monitoraggio continuo per la precoce presa in carico delle situazioni cliniche. Questo ha comportato un lavoro in sinergia con la sanità aereoportuale e marittima, con le forze dell’ordine, con il sindaco di Fiumicino e i presidenti dei municipi. Tutte le istituzioni si sono trovate a lavorare insieme e hanno dato le migliori risposte ai cittadini contenendo nel nostro territorio i contagi che si sono attestati sotto i 100 pazienti su 700.000 residenti assistiti. Anche i focolai in strutture balneari o presso cucine di ristoranti o bar hanno reso necessario un grande schieramento di forze per contenere nel più breve tempo possibile la circolazione del virus. In ultimo anche il controllo di focolai in strutture sociosanitarie ci ha visto in prima linea per assicurare la salute dei cittadini.

Tamponi da rientro. Come state procedendo?

In relazione al disegno della rete di offerta della Regione Lazio, da aprile stiamo assicurando due drive al Forlanini e a Casal Bernocchi. Inoltre, dal 16 agosto abbiamo aperto un drive a Fiumicino che è il più grande di Europa. Ad oggi le persone che hanno beneficiato di questi punti di erogazione sono circa 16.000 a cui vanno aggiunti i tamponi ai pazienti dializzati, a quanti in attesa di ricovero o dimissione, agli operatori sanitari, alle forze dell’ordine, ai presenti nei centri di rimpatrio, ai cronici istituzionalizzati, agli anziani in strutture residenziali e ai pazienti oncologici.

Stagione autunnale alle porte. Cosa vi preoccupa e come la affronterete?

Credo che i cittadini abbiamo abbassato la guardia e gli assembramenti di queste settimane potrebbero permettere al virus di circolare a mano libera. Inoltre, l’apertura delle scuole potrebbe essere uno tsunami senza una opportuna sorveglianza e vigilanza. Per questo motivo, oltre a garantire il test di sieroprevelanza ai docenti e al personale delle scuole, stiamo lavorando per potenziare la medicina scolastica e stiamo disponendo una task force efficace per rispondere ad un eventuale caso positivo.

 

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