| categoria: Roma e Lazio

Le ruspe “spazzano via” l’accampamento all’ombra delle mura Aureliane

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Materassi e suppellettili adagiati a bordo strada, spostati lì dagli operatori Ama, in attesa di essere raccolti dai compattatori. Le pedane in legno, reti improvvisate su cui per settimane sono stati adagiati i giacigli di fortuna, sbriciolate dalle ruspe. Dodici migranti, ma anche cinque italiani, identificati e portati in via Patini per avviare le pratiche anticovid. Scene di uno sgombero a Roma, quello dell’accampamento di viale Pretoriano che da mesi aveva trasformato l’area all’ombra delle Mura Aureliane in un vero e proprio centro d’accoglienza a cielo aperto.

Simbolo dell’accoglienza che non c’è, RomaToday l’aveva raccontato in un servizio in cui mostrava come stranieri transitanti, braccianti rimasti senza lavoro ed anche italiani, dormivano lì in assenza di alternative.

Immagini che hanno impressionato e che hanno portato l’accampamento all’attenzione del comitato per l’ordine e sicurezza pubblica. Uno sgombero auspicato da varie forze politiche e che si è concretizzato questa mattina quando in viale Pretoriano si sono presentate in massa carabinieri, polizia di stato e polizia locale di Roma Capitale e mezzi Ama. Ci si aspettava tensione ed invece tutto è filato liscio. Collaborazione da parte delle persone ancora presenti, sedici in tutto. Per loro è scattato il fotosegnalamento negli uffici di via Patini e l’avvio della procedura anti contagio. Saranno sottoposti a tampone e finiranno in isolamento per 14 giorni, anche se, non avendo una dimora, non è chiaro dove avverrà la “quarantena”.

Rimane quindi irrisolto il nodo accoglienza. “Non è prevista nessuna accoglienza e il municipio non è stato avvisato. Non ho visto nessuno della Sala operativa sociale” dichiara a RomaToday l’assessore al Sociale del I municipio, Emiliano Monteverde. “Abbiamo parlato con alcune delle persone sgomberate che sono state trasferite per l’identificazione in via Patini ma non hanno ricevuto proposte. Siamo di fronte all’ennesimo sgombero senza progetti e senza nemmeno un censimento. Molti di loro venivano da sgomberi della stazione Termini e del Baobab. Così non può funzionare. Scrissi al Comune ad agosto su questa questione, dando la mia disponibilità per organizzare un’azione che progettasse un’accoglienza. Non è stato fatto niente”.

Irrisolta la destinazione dei diciassette post isolamento. Irrisolta la dotazione della Capitale di una struttura per transitanti, a lungo promessa e mai concretizzatasi. L’accoglienza non c’era prima e continua a non esserci ora. La “polvere” è solo finita sotto il tappeto.

 

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