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Tmb Rocca Cencia, i camion Ama rallentano lo scarico dei rifiuti e la raccolta si inceppa

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Mentre scriviamo alcuni compattatori dell’Ama sono fermi, in fila, fuori dall’impianto. Aspettano di poter scaricare le tonnellate di rifiuti appena raccolte per le strade della città, ma non potranno farlo fino a quando non saranno liberi nuovi spazi per la lavorazione. Nel frattempo si riducono i giri di svuotamento dei cassonetti e il fragile ingranaggio della raccolta rallenta. Qualche cassonetto, a macchia di leopardo in varie zone della città, è già pieno. E il rischio è quello di un altro, l’ennesimo, intoppo della filiera.

Le criticità sul fronte rifiuti stavolta partono dal Tmb di Rocca Cencia, impianto di trattamento meccanico biologico di proprietà di Ama, sotto sequestro per un’indagine della Procura che ha contestato all’azienda capitolina una gestione dell’organico non conforme alle autorizzazioni vigenti. La gestione è passata quindi da Ama al commissario Luigi Palumbo. E per consentire una serie di attività di manutenzione sull’impianto, necessarie a ripristinare condizioni di lavoro a norma di legge, il limite di rifiuto trattabile al giorno è sceso dalle 750 alle 500 tonnellate.

“Non c’è nessuno stop della raccolta” assicurano da Ama. L’azienda si sta organizzando per trasferire i quantitativi che restano fuori dall’impianto in altre strutture contrattualizzate della regione Lazio. Hanno dato la loro disponibilità Ecologia Viterbo, Saf Frosinone, Csa di Latina.

Altro problema però riguarda il sito di “trasferenza” presente nell’impianto. Qui vengono convogliati un tot di rifiuti indifferenziati destinati poi in un successivo momento ad altri impianti. Anche qui lo spazio a disposizione è stato ridotto da 1000 a 700 tonnellate. “L’aumento dei rifiuti si comincia a sentire e anche la trasferenza entra in una fase di criticità” raccontano i lavoratori del gruppo Lila. “Il commissario non ha consentito lo scarico nel Tmb agli autocompattatori del servizio pomeridiano. Questo comporterà ritardi e disservizi per il turno notturno e i consueti accumuli di rifiuti sul suolo”. Perché se i camion restano fermi in fila e scaricano dopo, per esempio, quattro ore rispetto al cronoprogramma, va da sé che i giri di svuotamento dei secchioni saranno in numero inferiore. E le criticità in questo senso già si fanno sentire per le strade della città, facendo temere un’altra emergenza rifiuti.

I sigilli al Tmb di Rocca Cencia sono arrivati il 30 luglio. Il gip ha accolto le richieste del Pm ed emesso un decreto per estendere il sequestro preventivo prima parziale a tutto l’impianto, per scongiurare l’aggravarsi e il protrarsi del reato contestato: una gestione dell’organico non conforme alle autorizzazioni vigenti. Lo scorso 10 luglio, lo ricordiamo, un primo sequestro parziale di due bacini per la stabilizzazione e due vagli per la raffinazione.

C’è Ama, proprietaria dell’impianto, al centro delle contestazioni per violazione dell’art 256 del Testo unico ambientale. Sei gli indagati tra cui Stefano Bina, ex direttore generale, e Massimo Bagatti, ex amministratore unico, scelti nel 2016 e 2017 dalla sindaca Virginia Raggi. Entrambi accusati, si legge nel provvedimento, di”violazione sistematica e continuativa delle condizioni generali di esercizio stabilite nell’Aia”.

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