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Svolta nel delitto di Daniele ed Eleonora

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“La ricostruzione dell’episodio si è resa subito molto complessa perché inizialmente per un lungo tratto della vicenda durata 6/7 giorni e ancora adesso l’unica cosa che non è stata possibile ricostruire, secondo l’impostazione accusatoria, è il movente” che è “è solo parzialmente ricostruito”. A parlare è il procuratore capo del Tribunale di Lecce, Leonardo De Castris, illustrando alla stampa i dettagli del fermo di indiziato di delitto di A.D.M, 21 anni, presunto autore dell’omicidio di Daniele De Santis e Eleonora Manta, avvenuto lunedì scorso a Lecce. La coppia, 33 anni lui, 30 lei, è stata uccisa a coltellate in un appartamento di via Montello.

Intanto i carabinieri di Lecce, anche con il supporto della sezione investigazioni scientifiche, hanno effettuato stanotte delle perquisizioni nella nuova abitazione del 21enne sottoposto a fermo. Studente universitario, originario di Casarano, il giovane era andato ad abitare da poco nel nuovo appartamento, una villetta che si trova proprio non lontano dall’ospedale ‘Vito Fazzi’ dove seguiva le lezioni di Scienze infermieristiche.

Per quasi un anno e fino ad agosto aveva soggiornato in affitto in una stanza dell’appartamento nel quale è avvenuto l’omicidio, convivendo con Daniele De Santis. Il giovane, dopo il fermo di ieri, ora si trova nel carcere di Lecce.

Da oggi la città di Lecce esce veramente da un incubo perché questa vicenda ci ha intimamente preoccupati. Si tratta di una rarità nel panorama della criminologia penale che speriamo di approfondire nei prossimi giorni”, ha detto De Castris.

La ricostruzione

“L’azione omicidiaria sarebbe dovuta essere preceduta anche da una attività preliminare e prodromica all’omicidio. Non posso darvi su questo altri dettagli, però, ciò che è stato rinvenuto nell’abitazione, le striscette stringitubo e altro materiale, ci indicano questa pista”. Questi oggetti trovati “ci fanno propendere – per l’ipotesi che l’omicidio dovesse essere in realtà una rappresentazione anche per la collettività”. “C’è la presunzione di innocenza, questa è la nostra ipotesi accusatoria, speriamo e ci auguriamo che ci sarà una confessione”.

“La ricostruzione della responsabilità e delle modalità secondo l’impostazione accusatoria si fonda su elementi di prova che sono rinvenibili principalmente su dati tecnici e quindi visione dei filmati delle telecamere, intercettazioni, una parziale e preliminare perizia di comparazione grafica” sul bigliettino ritrovato. Oltre che su questo accertamento e sugli altri dati tecnici le indagini si sono basate su “attività di polizia tradizionale e cioè pedinamenti e riprese filmati del soggetto. Si è arrivati a lui anche attraverso le immagini che per fortuna non sono state pubblicate dai media in questi giorni”.

“E’ stato trovato un bigliettino nell’immediatezza dei fatti. Inizialmente non si sapeva se fosse stato volontariamente messo lì o se fosse caduto” ha spiegato il procuratore. “Si è stabilito ben presto che in realtà era stato perso dall’aggressore e questo ha dato la possibilità di comparare questa grafia con quella dei documenti presso la Prefettura e presso il Comune”. Nel bigliettino “non vi è soltanto uno studio dell’itinerario da seguire per evitare le telecamere e quindi per agire in sicurezza, ma vi è purtroppo anche la programmazione delle modalità dell’azione omicidiaria che sarebbe dovuta essere preceduta anche da una attività preliminare e prodromica all’omicidio”. “La ricostruzione dell’episodio ci dice che c’è stata una fortissima premeditazione e questo è rinvenibile sia dall’attività di ispezione che il soggetto ha fatto nei giorni precedenti e anche durante la giornata dell’episodio, sia dall’esame e dall’interpretazione del bigliettino”, trovato per terra vicino all’appartamento di via Montello.

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