| categoria: editoriale, Senza categoria

Forse adesso prenderemo tutti sul serio la pandemia

 

Forse adesso prenderemo sul serio i rischi di questa pandemia, una emergenza che il paese non ha mai vissuto a questo livello e per la quale non è affatto preparata.  Sappiamo quello che ci dice la Tv, passiamo dall’esperto che rassicura a quello che lancia allarmi su allarmi. Passiamo da una lettura contrastata dei dati al tormentone sulla mascherina in tutte le salse. Ma non capiamo fino in fondo quello che ci sta accadendo. Quando il premier Conte con uno stillicidio dolorosissimo, ci somministra un paio di volte alla settimana delle misure più pesanti, quasi a tastare il terreno, ci lasciamo prendere dal panico, ci sentiamo mancare la terra sotto i piedi e cominciamo a pensare a come salvare la pelle. L’Italia è un paese strano, accetta tutto e il contrario di tutto, ogni tanto si impunta su un particolare, perdendo di vista il quadro di insieme.  Con tutto quello che sta accadendo ha provocato reazioni violente l’idea che qualcuno violasse la sfera privata per controllare se a casa a tavola ci siano congiunti, se si indossi la mascherina, se non sia in corso una piccola festicciola privata. Si è gridato allo stato di polizia , alla violazione dei diritti costituzionali. Siamo pratici, non è questo il problema.

Proviamo a ricostruire. Conte vara un piano di restrizioni abborracciato, confuso, contradditorio e si prepara a stringere i freni giorno dopo giorno, finchè serve. Sanno tutti che servirà,  purtroppo, ma pensano di fare in modo che la gente si abitui a poco a poco. I media rendono le cose ancora più difficili, confondendo le acque. Giustamente non si parla altro, ma si inonda l’etere di pareri contrastanti, di sfoghi personali. Di denunce. Quando abbiamo invece bisogno di informazioni corrette, chiare, univoche. E scopriamo che questo Stato non sa che fare, non la capacità di decidere scegliendo l’impopolarità. E questa consapevolezza porta ad una pericolosa deriva. Nella percezione generale lo Stato non è amico,  ti tassa, ti spia, ti punisce e ti fa vivere male. Ti fa penare per studiare, ti cura in modo approssimativo e disordinato.  E in questo m,omento non è in grado di proteggerti.

Ti potrebbero interessare anche:

Persi i contatti con un caccia F-16 Usa, forse caduto in Adriatico
Sorpresa, alla Pisana rispuntano i monogruppi. Ma non si era detto...
Sciare sulle montagne di Cuneo,piacere per tutta la famiglia
Issi, scambio di prigionieri con Amman: "Liberati la terrorista e il giapponese? E il pilota gi...
LAVORO/ Eurostat, Sicilia maglia nera per l'occupazione nella Ue
Nelle mani di Gigino



wordpress stat