| categoria: editoriale, Il Commento

Chi oserà mandare di traverso il panettone agli italiani?

Il premier Conte ci sta dando la medicina anti-covid un po’ alla volta, un cucchiaino ad ogni annuncio di DPCM.  La morsa delle misure di prevenzione si stringe  un po’ alla volta e gli italiani accettano o subiscono stoicamente. Ma il pensiero fisso, l’angoscia profonda vanno più lontano. Che sarà di noi a Natale? Con quel che resta in cassa si possono programmare vacanze sulla neve? E’ prudente prenotare? I mercatini del Trentino Alto Adige già ce li siamo giocati, la montagna può essere un rischio, ammesso che non ci venga proibita. Non dimentichiamo che la prima botta di contagi, lo scorso inverno, secondo gli esperti, è partita proprio sui campi di sci.  E  i veglioni di capodanno? Che si fa? Ci hanno messo in stand by anche le cene familiari, non più di sei persone. Ci sarà una deroga? Si può pensare di mettere in gabbia gli italiani sotto le feste, rovinare il cenone, l’albero di Natale, i regali? Il massimo sei a tavola è fiscale o politico? Non ci chiediamo chi si metterebbe a controllare casa per casa, non ci affidiamo al senso di responsabilità dei cittadini, ci chiediamo come sarà possibile gestire tutto questo.

Avranno il coraggio a Palazzo Chigi di mandare di traverso il panettone agli italiani? Non possiamo solo sperare che non accada, dobbiamo fare in modo che lo spettro di una simile situazione si allontani. Il governo si è mosso in ritardo, dicono tutti, ha delle precise responsabilità nell’aggravarsi della situazione, ora trovi le soluzioni giuste, ponderate, per farci fare un Natale meno disperato possibile. Meglio un black out integrale oggi che ci liberi a dicembre, magari, o una serie di misure serie ed efficaci che inducano una svolta ad una situazione sempre più insostenibile. Abbiamo passato l’estate a litigare sui banchi con le rotelle ( a proposito, quanti ne sono arrivati? Curiosamente sulla questione è calata la sordina) e non abbiamo studiato per tempo le contromisure. Mancano sett-otto settimane a Natale, vogliamo provvedere?

 

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