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Conte: “Dpcm contro diffusione subdola e repentina virus”

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Nell’elaborare le misure contenute nell’ultimo Dpcm “non abbiamo seguito criteri arbitari”, ma “ci siamo attenuti a evidenze scientifiche”, seguendo “indicazioni e raccomandazioni elaborate dai nostri esperti e scienziati nell’ambito di protocolli internazionali”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella sua informativa alla Camera.

E’ stato “necessario adottare” nuove misure di contrasto al Covid-19 “con urgenza” perché la “diffusione del virus è subdola e repentina”, ha esordito in Aula parlando dell’ultimo Dpcm, “firmato sabato – rimarca il presidente del Consiglio – all’esito di un lungo e articolato confronto con i membri della maggioranza, il Cts e le regioni. Ho informato” i presidenti di Camera e Senato della “volontà di riferire sul contenuto delle nuove misure e d’accordo con i presidenti, ho voluto informare, sempre nella giornata di sabato, i capigruppo di maggioranza e opposizione” sulla nuova stretta.

“La curva epidemiologica è in rapida crescita, con diffusione su tutto il territorio, e l’indice Rt ha raggiunto la soglia critica di 1,5. Il numero dei positivi è cresciuto in modo preoccupante ed è difficoltoso tracciare le catene di trasmissione, come sta avvenendo in molti Paesi europei”, come testimoniato ieri dal “presidente Macron e la cancelliera Merkel”. “Il quadro epidemiologico – ha ancora detto il presidente del Consiglio – sta determinando una pressione severa sul Ssn, con un incremento significativo delle persone ricoverate”, sia “in area medica” che in “terapia intensiva. Da tutto ciò, deriva la necessità di misure” più restrittive per “mitigare e alleviare il carico, già molto pesante, sul Ssn”.

La scelta “così radicale e dolorosa” sulle chiusure disposte dall’ultimo Dpcm “non deriva dal mancato rispetto delle misure di sicurezza”, ma è finalizzata a “ridurre, in presenza di un contagio esponenziale, senza che possano identificarsi precisi e circoscrivibili focolai, le occasioni di socialità e relazione, soprattuto in quei contesti in cui è più facile che venga abbassata la guardia”. Il premier ha poi evidenziato l'”oggettiva difficoltà di assicurare regole distanziamento sui mezzi di trasporto” e ha quindi denunciato il “mancato pieno utilizzo delle risorse messe a disposizione delle Regioni”, che hanno utilizzato “120 milioni dei 300” messi a disposizione per rafforzare il trasporto pubblico e privato.

Le misure adottate per contrastare il Covid “si pongono in continuità con quelle adottate finora dal governo, basate sui principi di massima precauzione, proporzionalità e adeguatezza, mai tese a sottovalutare” l’emergenza. “Non abbiamo mai affermato di essere fuori dal pericolo o da una condizione di necessaria allerta“. Così il premier Giuseppe Conte, in Aula alla Camera.

Da qui, il “notevole sforzo compiuto per potenziare l’organizzazione del Ssn, tanto più rilevante se si considera la riduzione che negli anni, per ridurre la spesa pubblica”, ha toccato il “personale del Ssn”. E alla luce di questa consapevolezza, “abbiamo deciso di prorogare lo stato emergenza dapprima a luglio”, in un quadro di contagi “pur attenuati, e poi a ottobre”.

“Siamo sensibili alle manifestazioni dei cittadini che esprimono pacificamente il proprio disagio e paure, perché sentono minate la sicurezza” del lavoro, delle imprese. “Per questo, abbiamo ritenuto giusto confrontarci immediatamente con categorie più penalizzate, e di annunciare misure di ristoro tempestivamente adottate dal governo consapevole dell’impatto” della nuova stretta. “Parallelamente” all’adozione del Dpcm “sono stati introdotti strumenti di sostegno e ristoro per evitare che la crisi sanitaria si trasformasse in crisi economica e sociale”.

“L’impegno del governo si dispiega, sin dall’inizio della pandemia, anche in sede Ue. Senza una risposta coordinata dell’Europa e sul piano globale nessuno Stato può superare la crisi sia sul piano sanitario che economico”, ha sottolineato poi Conte.

 

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