| categoria: Roma e Lazio

Tuscia, i poveri in aumento

don massimiliano balsi 1

 

di WANDA CHERUBINI

VITERBO- Cresce il numero dei poveri nella Tuscia. Il dato allarmante arriva dalle stesse Caritas diocesane. “La pandemia ha inciso soprattutto nel settore delle famiglie e in tutte quelle realtà che non hanno uno stipendio sicuro o che arriva da un lavoro statale – spiega don Massimiliano Balsi, parroco della basilica di Santa Maria della Quercia. Ci troviamo a fronteggiare tante situazioni di persone che non soltanto faticano ad arrivare a fine mese, ma anche a vivere proprio la loro quotidianità, a causa proprio di una mancanza di introiti, che prima attraverso il lavoro avevano. C’è un aumento esponenziale di  queste realtà e  c’è anche nelle nostre parrocchie un aumento di persone che chiedono di essere aiutate soprattutto in questo momento così difficile. Queste realtà prima sicuramente non incidevano sulle nostre Caritas parrocchiali, in questo momento invece chiedono una risposta dalle comunità cristiane e e dalla nostra società”.
Di fronte a questa emergenza cosa può fare il cittadino comune? “Sicuramente – risponde don Massimiliano – può essere accanto prima di tutto a quelle persone che già si conoscono perché ,come ci ricordava il Papa, aprendo gli occhi possiamo renderci conto che tante persone a noi vicine e che a volte non immaginiamo hanno bisogno di una mano. Bisognerebbe poi anche  cercare di segnalare alle varie comunità la presenza di queste situazioni difficili. Dobbiamo considerare anche che c’è difficoltà nell’esprime un disagio ed il bisogno di essere aiutati. La nostra parrocchia, come so anche dalle parrocchie delle altre città,  risponde non più soltanto alle esigenze materiali dei viveri e del vestiario, ma in questo momento ci troviamo a pagare affitti, bollette varie, medicinali, a sostenere anche alcune famiglie nell’acquisto dei libri scolastici. Tante realtà che forse prima non avevano questi bisogni, ma che in questo momento chiedono questa risposta. Settimanalmente assistiamo una quarantina di famiglie, di media di 3-4 persone a famiglia, quindi, un numero sicuramente rilevante, che ha bisogno di essere sostenuto ed aiutato  anche a livello sociale ed anche dalla politica della nostra città”.

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