| categoria: sanità Lazio

COVID A VITERBO/ Il dg Asl fa il punto in Consiglio Comunale

viterbo
di WANDA CHERUBINI

VITERBO- Il consiglio comunale di ieri pomeriggio si è aperto con un’informativa a cura del direttore generale della ASL Daniela Donetti, sull’evolversi della situazione epidemiologica nella città di Viterbo.  Il manager della Asl ha presentato una serie di slide, che riportano i dati della prima fase, quella che va dal 1 marzo al 15 agosto e la seconda fase, dal 16 agosto ad oggi, evidenziando una grande differenza dal punto di  vista del contesto sociale di riferimento che incide sulla diffusione del virus. Donetti ha evidenziato come  si è passato da 461 casi positivi della I fase ai 5750 della II fase. I tamponi molecolari standard nella I fase erano 18038, nella seconda sono passati a 39819. In più, nella seconda fase si sono aggiunti i tamponi antigeni e quelli effettuati presso i laboratori privati. I test sierologici sono passati dai 4941 della I fase ai 10.355 della II. Un’altra slide ha riguardato il modello organizzativo aziendale, passato da una I fase con 3 Toc ad una II fase con 6 Toc. “Il dato che ci ha preoccupato maggiormente- ha rimarcato Donetti – è stato quello dei primi di ottobre. Il 3 ottobre abbiamo avuto anche un incontro in Prefettura. La vera fase pandemica è iniziata i primi di ottobre e fino al 23 abbiamo avuto  difficoltà perché ci sono pervenute molte richieste d’ascolto. Abbiamo poi attivato 5 collegamenti con le scuole e da qualche giorno abbiamo attivato un Toc Imprese perché abbiamo pensato di ampliare l’offerta, dedicando una squadra solo per le imprese. La dott.ssa Donetti ha, quindi, evidenziato l’aumento di chiamate al Toc dalla I alla II fase, passate da 12 al giorni alle 45 per i medici e dalle 70 alle 250 per i call center. Sono diminuite, invece, le chiamate agli psicologici, passando dalle 67 alle 34 della II fase.
Per quanto concerne la parte strutturale, la manager della Asl ha evidenziato come a luglio si è passati dai 46 posti letto a Malattie Infettive, di cui 8 dedicati alla Terapia subintensiva ai 12 e come si siano poi aggiunti altri 8 posti letto. Per la Medicina Covid i posti letto sono aumentati da 46 a 124. La Donetti ha quindi annunciato: “Il 30 novembre aprirà la Medicina Riabilitativa Covid a Montefiascone.  Abbiamo cercato di ridurre al minimo le attese delle ambulanze. Il periodo Covid di marzo ci ha insegnato che l’elemento altalenante del virus necessita di un approccio multifunzionale. Nell’alta intensità, che sono le Malattie infettive abbiamo un team di professionisti ed un pool di infermieri esperti che controllano il livello di saturazione nella struttura. Per questo non abbiamo attivato gli ospedali periferici, per meglio gestire i pazienti Covid. La Medicina riabilitativa Covid di Montefiascone segna un progetto di trasformazione del polo di Montefiascone e stiamo lavorando con tutto il team per gestire i pazienti Covid con 24 posti letto a Montefiascone. Si tratta di un setting assistenziale ospedaliero. La data del 30 novembre è stata dettata da problematiche tecnico- strutturale delle ditte che hanno partecipato alla gara. Abbiamo purtroppo dovuto fare due volte le procedure di gara”.
L’attenzione si è poi spostata sull’area assistenziale domiciliare, ovvero i poti letto negli alberghi assistiti, che sono 70 a Viterbo e sul numero di prestazioni Uscovid, ovvero quelle di supporto alla medicina generale, andando a domicilio dei pazienti, che sono state 450. Un focus, quindi, sui Drive in, attualmente tre: Viterbo, Tarquinia e Civita Castellana. C’è poi in apertura quello di Acquapendente e il walk in a Viterbo, ovvero raggiungibile anche a piedi, che sarà realizzato vicino alla Cittadella della Salute.
Donetti ha evidenziato come il potenziamento dei posti letto sia anche stato possibile con il potenziamento del personale in servizio, anche se Viterbo, come Rieti e Frosinone e meno Latina, sono state penalizzate per un aspetto: le persone che partecipano ai concorsi lo fanno anche per altre strutture.
La manager della Asl ha poi parlato del vaccino antinfluenzale. “Abbiamo duplicato il bisogno rispetto all’anno precedente – ha riferito Donetti –  Da 60 mila dosi del 2019 siamo passati a 109621 di quest’anno”. Ha poi sottolineato come la rete ospedaliera non Covid sia organizzata per livelli di assistenza come per il Covid con Belcolle come alta specialità e la media e bassa complessità in rete con i tre presidi ospedalieri di Civita Castellana, Tarquinia e Acquapendente. Abbiamo professionisti che continuano a lavorare nelle proprie discipline di appartenenza. Per quanto riguarda Ronciglione si stanno ultimando i lavori. Lì ci saranno 12 posti letto per i pazienti no Covid.
Hanno poi preso la parola la dott.ssa Brustolin e il dott. Chiatti. La dott. Brustolin ha evidenziato come non si debba perdere di vista l’importanza dell’andamento del fenomeno Covid, un andamento speculare sia a livello provinciale che regionale e nazionale. Dai grafici, inoltre,  si evidenzia come nella I fase il coinvolgimento dei contagiati sia stato maggiore per  la fascia d’età media di 53 anni, mentre nella II fase l’età media è scesa a 44 anni.  Nell’ultima settimana si è registrata una riduzione a Viterbo dei casi positivi del 4%.
Il dott. Chiatti ha posto l’attenzione del Contract tracing. “Nella I fase c’erano 3 cluster (casa dello studente, università,  strutture socio sanitarie e socio assistenziale), mentre in questa II fase, ci sono 27 cluster per 302 positivi a Viterbo e tanti positivi isolati. Dopo l’estate abbiamo riscontrato sul territorio in questa seconda fase due sierotipi virali che non avevamo – ricorda Chiatti – Nell’ultima settimana di luglio avevamo un solo un positivo, cittadino immigrato ad Orte e poi si è iniziato con situazioni nuove”.  Sulle infezioni da Covid, poi ha aggiunto: “In questo momento le fasce d’età  sono più alte perché l’infezione tende ad arrivare a casa, con i giovani che portano il virus in ambito domestico. Gli interessati al virus tra i 15 ed i 64 anni sono stati 43623, gli under 15 sono 8497, gli over 65 sono 15561″.
Discorso a parte poi per le scuole: 942 gli studenti risultati positivi, di cui 343 di Viterbo. Il 55% riguarda le scuole superiori, il 12% la scuola dell’infanzia, il 26% la primaria ed il 7% la secondaria inferiore. In totale sono risultati contagiati 199 operatori scolastici.  588 sono state le disposizioni di quarantena per le scuole, di cui 210 nel comune di Viterbo. Sono stati 2942 i tamponi effettuati nelle scuole, di cui 1707 a Viterbo. Su 1570 studenti, 43 sono risultati positivi. Su 1046 tamponi agli operatori, 42 sono risultati positivi”.

Il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena ha commentato così questi dati: “La riduzione dei contagi degli ultimi giorni, senza creare ottimismi fuori luogo, ci fa respirare. I guariti rispetto ai positivi sono triplicati. Nonostante la Dad, le superiori sono le scuole dove si registrano più casi di ragazzi positivi, mentre nelle scuole dell’obbligo i contagi  sono minori. La situazione è sotto controllo. Ogni giorno monitoriamo con il dott. Carai la situazione. E’ chiaro che le famiglie sono preoccupate, ma possiamo continuare così. Non è vero che il sindaco  non ha le idee chiare e che prima vuole chiudere le scuole e poi ci ripensa. Ho le idee molto chiare. Importante è poi il monitoraggio che abbiamo iniziato presso le scuole con i tamponi. E’ vero che al momento ha aderito un 50% degli studenti, ma c’è da dire che molti hanno già provveduto a fare il tampone privatamente. Qualcuno ha poi chiesto perché non fare il test salivare alle materne ed alle elementari, ma in tutta Italia si stanno facendo i tamponi nella massima serenità”.

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