| categoria: editoriale

La penisola arlecchino disegnata da Conte? Che pasticcio

Sulle spine per una maggioranza sempre più finta il premier Giuseppe Conte le prova tutte, con risultati imbarazzanti. L’Italia è costretta a guardare a Palazzo Chigi per avere notizie sul suo futuro immediato, nessuno può impostare programmi a breve scadenza, l’esecutivo in confusione riesce a rendersi ridicolo perfino nella scelta di un commissario per la sanità calabrese (povera terra amara, arrestato anche il presidente del consiglio regionale…). Adesso Conte si inventa una Italia ad Arlecchino facendo a fette la penisola del Covid.  Non più un unico colore per ogni regione, ma colori (e restrizioni) differenziate per province e addirittura per comuni. Potrebbe essere una possibilità contemplata nel prossimo dpcm: “Si può fare: C’è meccanismo nel dpcm che consente sulla base di dati oggettivi, su richiesta del presidente della Regione, di differenziare province e comuni all’interno di una regione, quelle più critiche da quelle con rischi inferiori”, dice il premier. Provate a immaginare, una confusione colossale.

Riguardo gli elementi con cui vengono stabilite le ‘colorazioni’ e le relative restrizioni, Conte annuncia che il Governo cercherà di “rendere ancora più chiari e trasparenti i 21 parametri, però questa chiarezza e trasparenza non deve diventare confusione. Si può migliorare però non possiamo arrivare che ognuno si fa i propri parametri”. “Non ritengo di essere assolutamente infallibile, qui non è questione di essere presuntuosi ma di aver adottato un metodo  – assicura il premier -. Le nostre decisioni non sono mai state avventate. Non posso dire adesso in tutta onestà ‘questa scelta non la rifarei’. Poi è giusto che la storia ci giudichi. Mai abbiamo agito guardano i sondaggi“.  Che faccia tosta, chissà perché tutti hanno immaginato il contrario.

Il premier si tiene largo, “Il governo non ha la palla di vetro ma si rilevano i primi segnali positivi delle misure che abbiamo adottato” spiega. “In questo momento neppure gli scienziati si azzardano a dire quale sarà l’evoluzione della curva per Natale. Noi dobbiamo arrivare in prossimità per avere un quadro. Ci stiamo preparando a vari scenari. Ma non possiamo prevedere in questo momento quale sarà la situazione”.

Il premier ha poi ribadito la necessità di mantenere il rigore anche durante le feste natalizie: “Al di là delle valutazioni scientifiche, una settimana di socialità scatenata, com’è quella delle feste, significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva epidemiologica. Non ce lo possiamo consentire, sarebbe folle: dobbiamo predisporci a un Natale più sobrio”. “Noi ci auguriamo che l’economia possa comunque svilupparsi – ha aggiunto Conte -, ma feste e festini, veglioni, baci e abbracci non sono pensabili. Sia chiaro. Indipendentemente dalla curva epidemiologica”. E così gli italiani sono a posto. Fino alla prossima esternazione.

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