| categoria: editoriale

E poi ti chiedi perché Roma sta andando a fondo senza reagire

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di Giulio Terzi

L’emergenza Covid si porta via tutte le feste e la voglia di viverle,  come una befana in anticipo, ma a mandare a fondo Roma c’è dell’altro, e ci capita addosso tutto insieme. Che il sistema non funzioni non è una novità, i romani risolvono con una alzata di spalle, ma quando contemporaneamente scoppia lo scandalo della polizia municipale, quello del nuovo stadio della Roma, avventura che in quel quadrante non sarebbe dovuta nemmeno partire,  quello dei trasporti, con l’incredibile stop della Metro C per mancanza improvvisa di personale, ti rendi conto che la misura è colma e il senso di frustrazione e di impotenza ti toglie ogni residua lucidità. Aggiungiamo il collasso della sanità, la preoccupazione per la salute pubblica, gli effetti covid sulla economia e – notizia della penultima ora – sui conti del Campidoglio? Che cosa si può fare? Ci sono soluzioni per toglierci dai guai? Toccherebbe alla politica, ma da questo punto di vista cadono le braccia,il peggio non è mai morto. La Giunta Raggi  è alla frutta, il sindaco pensa ai fatti suoi e accelera la strategia elettorale cercando di raccogliere consensi dovunque e comunque. Impresa difficile, certo, ma qualcuno ci casca sempre
. La politica nazionale scansa la capitale per manifesta incapacità di trovare soluzioni ai suoi guai. Battaglia persa, fanno capire senza dirlo a Palazzo Chigi, che si arrangino. La politica locale, capitolina è di basso profilo, assolutamente non in grado di esprimere leaders capaci e carismatici. Gli scandali di cui parlavamo in apertura sono noti da tempo, ma si è preferito ignorarli, come tanti altri, il quadro generale è nerissimo e tanti problemi si sono incancreniti fino a diventare ingovernabili. Certo non sono in grado di reggere la partita i grillini, infarciti di idee romantiche, capaci di pensare solo a ciclabili e monopattini, ma incapaci di amministrare. Altro che commissario straordinario, altro che grande burattinaio, centro sinistra e opposizione di centro destra continuano a giocare la partita come se si fosse ancora negli anni Novanta, mentre i giochi di potere e gli intrecci di interesse sono profondamente mutati. Sono a disagio i ricchi, sono alla disperazione i poveri, gli imprenditori, i palazzinari, faticano a reggere una situazione sempre più complicata, il commercio è alla canna del gas e il turismo è praticamente azzerato. Di fronte a questo scenario fosco non c’è modo di reagire, non c’è un filo di speranza e nemmeno di forzato ottimismo. Aspettare che passi il brutto momento? Abbiamo alternative?

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