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I Covid hotel non funzionano

Niente piano nazionale, pioggia di rifiuti e caos

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Il Coronavirus fa paura. In Italia il numero di contagiati è altissimo, molti di questi sono asintomatici o con pochi sintomi e per non intasare gli ospedali si era pensato all’istituzione dei Covid hotel, strutture alberghiere ferme per mancanza di lavoro, che mettessero a disposizione le proprie stanze per ospitare dei malati, in cambio di rimborsi assicurati dallo Stato. Ma al momento – si legge sul Giornale – meno della metà dei posti garantiti dai «Covid hotel» per l’isolamento domiciliare dei contagiati asintomatici è occupato. Manca, infatti, un piano nazionale in materia e così sono ancora pochi i cittadini positivi al coronavirus in grado di accedere a questi spazi che permetterebbero loro di rimanere lontani da casa e dal rischio di contagiare i familiari.

Il commissario Domenico Arcuri  – prosegue il Giornale – aveva promesso almeno una struttura per ogni Provincia, l’obiettivo non è stato ancora raggiunto. Inoltre anche dove questi alberghi destinati alla quarantena hanno cominciato a funzionare, solo poche camere sono state riempite. Mentre le Asl fanno spesso fatica a dirottare in tempi rapidi i possibili ospiti. La mappa degli hotel per i malati lievi di Covid nel nostro Paese è molto frammentata, visto che di giorno in giorno Regioni e Protezione civile raggiungono nuovi accordi con gli albergatori.

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