| categoria: editoriale

Sexy tutorial su Raidue nel giorno sbagliato

Che idiozia

Di Giulio Terzi

L’indignazione di maniera, la denuncia retorica, l’ipocrisia, lasciano il tempo che trovano. Nella giornata nazionale contro la violenza alle donne ci sono stati  almeno un paio di femminicidi (termine sgradevole e fuorviante), altrettanti il giorno dopo, ma non hanno avuto la stessa enfasi mediatica di quel disgraziato sexy tutorial andato in onda su Detto Fatto, Rai due, in pieno pomeriggio televisivo. Un tutorial su come essere sexy anche tra le corsie del supermercato, per essere chiari, con tanto di istruzioni su come comportarsi in caso cada a terra qualche oggetto (“Mai divaricare le gambe  per non far diventare la situazione volgare). IL tutto abbastanza sgradevole, ma ritenuto evidentemente dagli autori del programma spiritoso e consono al pubblico pomeridiano della Eai Protagonista della scenetta, con vaghe reminiscenze da film erotico anni Ottanta, la pole dancer Emily Angelillo, incaricata di illustrare al pubblico delle 4 di pomeriggio come posizionare le mani e far “diventare le corsie un palcoscenico”, camminare con il ginocchio dritto sui tacchi a spillo, e protendersi verso i piani alti dello scaffale “dando un tocco un pochino più intrigante alla situazione”.  Il siparietto, in onda sulle reti pubbliche , ha generato un vespaio di polemiche sui social network, con commenti feroci sul concetto di “femminilità” espresso da questo tutorial, ha girato vorticosamente sul web provocando una marea di reazioni indignate che hanno dato la “sveglia” ai vertici Rai. I quali non hanno perso un minuto  a bloccare la trasmissione (cancellandola ?) sostituendola con altro. Preoccupati più delle reazioni, evidentemente, che del fatto in sé.

Alcune riflessioni si impongono, e parlarne a freddo, qualche giorno dopo, aiuta. Chi valuta gli argomenti delle trasmissioni, qual è la mission della tv di Stato? Chi controlla che sia rispettata?. E’ abbastanza evidente che di quei siparietti si può fare a meno, che  situazioni allusive e volgari debbano essere bandite; la somma degli argomenti, degli interventi, dei servizi proposti nei contenitori tv sono decisamente modesti. Ma la domanda vera è: non se ne accorge nessuno? Nessuno ha mai avuto nulla da obiettare sulla eccessiva leggerezza e sulla imbarazzante mediocrità del programma in questione, dei suoi ospiti fissi, delle sue rubriche? Nel migliore dei casi si può dire che quel materiale sappia di muffa, che sia vecchio, antico, superato. Ma gli autori ripropongono per pigrizia quella sbobba impresentabile e nessuno dice niente.
Ma il discorso vale per tanti altri programmi e servizi della Rai? Modesti, mal tagliati e orientati, banali. Non dice niente nessuno? Paghiamo il canone per queste sciocchezze? Non abbiamo più dirigenti e autori all’altezza? Vale solo la politica, quel filone di trasmissioni è curato meglio, forse anche perché ci sono degli interessi precisi. Quando c’è lo sbraco, per capirci, è voluto. Detto questo, facciamo finta di stracciarci le vesti per uno siparietto volgare? Quando è l’intero contenitore dell’Infotainment  televisivo a mostrare la corda?

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