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Ma il vaccino “de’ noantri”diventa davvero vaccino di Stato?

Ma pensate sul serio che gli italiani abbiano capito qualcosa nella guerra dei vaccini  anticovid che si agita sopra la loro testa? Certo ne parlano i giornali e le televisioni, ne scrivono gli esperti e ne discutono in seno al governo e alle maggiori autorità sanitarie. Ma danno tutto per scontato, usano linguaggi  criptici e da iniziati. La gente fa già fatica a seguire la storia delle regioni gialle, rosse e arancioni, del balletto di cui sopra non riescono a seguire che le linee essenziali.  C ‘è una guerra nazionale all’interno di un conflitto mondiale dove i big della finanza farmaceutica si confrontano sul mercato planetario a suon di miliardi di dollari,  Pfizer, Moderna, AstraZeneca, più i vaccini americani, quello russo, quello cinese.  Noi prendiamo sberle e siamo costretti a rincorrere, ci fanno capire, le nostre dosi arrivano in ritardo, le paghiamo care, hanno caratteristiche diverse, necessitano di richiamo, alcune di temperature sopra i 75 gradi.  Ma questi problemi li hanno anche gli altri paesi? Nessuno spiega fino in fondo. Per quanto ci riguarda basta che ci arrivino, che ci salvino dal disastro della pandemia e dai suoi effetti più in fretta possibile,  alla fine  interessa solo questo.  In un gioco di vedo e non vedo ogni tanto ci fanno capire che sono in corso delle operazioni italiane, nel Lazio per la precisione, sull’asse Pomezia Cassino: ma ci fanno capire poco. E’ come se un illusionista   facesse comparire e sparire le carte dell’anti-covid. Ci pensa una trasmissione di approfondimento tv a farci venire il sospetto che ci sia qualcosa di poco chiaro.  E sparge una serie di indizi. Silenzio. Poi improvvisamente la gente viene messa al corrente che c’è un vaccino “de’ noantri”, sperimentato dallo Spallanzani e sostenuto dalla Regione Lazio, e si scopre nella stessa occasione che diventerà un vaccino di stato. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il commissario Domenico Arcuri, spiegando che il “Governo entrerà nel capitale della Rhei Thera per sostenete la fase 2 e la Fase 3”.  Complimenti. Certo il vaccino romano ha tempi lunghi di realizzazione, non ci salverà dai guai a breve termine. Abbiamo i  dati definitivi sulla prima sperimentazione dell’immunizzazione ottenuta con la ricerca della società romana testata sui volontari nei mesi passati. E sono tutti positivi. Il vaccino non ha avuto alcun avvento avverso grave nei primi 28 giorni dalla vaccinazioni, un risultato migliore rispetto a Moderna e Pfizer che hanno avuto effetti indesiderati. Il vaccinoReithera è ad una sola dose e in questa fase 1 il vaccino Reithera ha dimostrato di essere sicuro, di avere capacità di indurre risposta immunitaria degli adulti . Ma sui tempi per approvazione, produzione e commercializzazione, l’ottimismo si stempera. . Il protocollo verrà sottoposto alle agenzie regolatorie in tempi brevi e ipotesi realistica è di chiudere fase 3 entro l’estate. Poi si vedrà. Accontentiamoci

 

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