| categoria: editoriale, Il Commento, Senza categoria

Una soluzione in un paio di mosse? Scordiamocelo

Ora bisogna fare in fretta, lo impone una situazione di crisi al limite del sopportabile. Può non cambiare praticamente nulla, o può cambiare qualcosa. Difficilmente cambierà tutto. Una soluzione in un paio di mosse? Scordiamocelo. Deciderà Mattarella , che certo vuole passare alla storia come personaggio ispirato e saggio. Lunedì il nuovo governo, dicono, la liturgia sarà rispettata ma ridotta all’osso. Cosa aspettarsi? Chi voleva dare una spallata allo strampalato progetto politico che ha tenuto fin qui Giuseppe Conte a Palazzo Chigi può essere soddisfatto, un atto della commedia degli equivoci che sta ingabbiando da troppo tempo l’Italia si è chiuso. Renzi passerà a riscuotere? Verrà punito per lo sgarbo? Il crinale per l’ex rottamatore è strettissimo. Conte così com’era era un pericolo per l’Italia. Ma dopo l’intervallo, che deve essere ragionevolmente brevissimo, tocca al secondo atto, quello importante, della svolta.

Qualcosa deve succedere. Voto o non voto. Il Pd avrà il suo scatto di reni, i grillini ragioneranno in termini diversi rispetto a prima  o si considereranno ancora al centro dell’universo? Le vicende di queste ultime settimane, di questi ultimi mesi, hanno dimostrato chiaramente la incapacità di Conte e dei suoi partners di gestire la emergenza. Qualcosa di buono Matteo Renzi lo ha fatto, mettendo a nudo i limiti del premier e dei suoi collaboratori, ha indicato alla folla, parafrasando la vecchia ma sempre buona favoletta di Andersen che “il re è nudo”.  Ora sembra che qualsiasi cosa succeda sia meglio di quello che ci stiamo lasciando alle spalle, e probabilmente è proprio così. Il senso di disagio che si prova vedendo che nulla funziona, ascoltando i servizi tv e i telegiornali, le dichiarazioni degli esponenti politici. Roba di scarto, vecchia, superata.

Lo scarto tra la politica, l’informazione di regime e l’opinione pubblica cresce. Ma chi ha in mano il pallino del gioco pensa all’interesse proprio prima di tutto, e nessuno di chi siede in Parlamento vuole andare alle urne perchè sa che le probabilità di una rielezione sono al 10, 20 per cento. Dunque tutti cercheranno un nuovo equilibrio, ma senza arrivare fino in fondo. Renzi può fare il salvatore della Patria, Conte  può tentare di sopravvivere avendo a disposizione una sessantina di poltrone da distribuire a chi sarà dalla sua parte. C’è spazio per tutti ed è chiaro che molti del vecchio esecutivo sono sacrificabili, che notabili di questo o quell’alleato di governo verranno in prima fila, che i cosiddetti responsabili che si faranno avanti verranno premiati. Operazione politica poco elegante (c’è chi usa termini ben più pesante) ma abbastanza probabile. In questo caso qualche correzione di rotta ci sarà, i “consigli” di Renzi saranno accolti sia che Italia Viva rientri nel gioco sia che resti a un passo dalla porta. Esiste anche l’ipotesi, naturalmente, di un nuovo premier, presumibilmente sperimentato, abituato ai giochi perversi della politica italiana. Si fanno nomi autorevoli. E’ questione di pazienza, tra qualche giorno le nebbie si alzeranno. Tra le voci sullo sfondo una merita di essere ripresa. Nel nuovo governo Zingaretti pare pretenda un sottosegretario alla presidenza del consiglio con una caratura particolare, si tratterebbe di Goffredo Bettini, suo padrino politico, oggi gran manovratore e burattinaio dietro le quinte della scena politica italiana. Zinga si sentirebbe garantito. Ma gli italiani?

Ti potrebbero interessare anche:

Editoria, Farinetti (Eataly) nella Holden di Baricco e Feltrinelli
Disoccupazione record, +12,2%. Giovani oltre il 40%
Muro del pianto, il Papa lascia un biglietto tra le pietre
Poesia, morta Maria Luisa Spaziani
Draghi pressa Varoufakis, la Bce aiuterà solo con un accordo
Sperlonga, sarà una prima “Notte bianca” da ricordare



wordpress stat