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Tragedia a Torino piazza San Carlo, condannata sindaca Appendino (M5S) a un anno e sei mesi

Per il Pubblico Ministero nella vicenda non ebbe solo un ruolo politico ma “gestionale”. A causa di un’ondata di panico che si scatenò tra la folla che stava assistendo alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid vennero ferite oltre 1600 persone e morirono due donne. Il commento: «Ribalterò la sentenza in appello».

La sindaca di Torino Chiara Appendino (foto profilo FB)

La sindaca di Torino Chiara Appendino (foto profilo FB)

Sentenza arrivata a quattro anni dalla tragedia di piazza San Carlo a Torino in Corte di Assise emessa dalla presidente Alessandra Salvadori. La sindaca del M5s è stata condannata a un anno e sei mesi di carcere Al termine dell’ultima udienza, ieri 27 gennaio, il Gup Maria Francesca Abenavoli si è ritirata in camera di consiglio mentre nell’intervento di replica il pm Vincenzo Pacileo ha ribadito la proposta di condannare gli imputati, tra i quali la sindaca Chiara Appendino, di cui ha detto che nella vicenda non ebbe solo un ruolo politico ma anche «gestionale». Sono stati condannati a un anno e sei mesi il suo ex capo di gabinetto, Paolo Giordana, l’allora questore Angelo Sanna, l’ex presidente di Turismo Torino, l’agenzia che prese in carico la creazione dell’evento, Maurizio Montagnese, ed Enrico Bertoletti, professionista che si occupò di parte della progettazione. Un sesto imputato, Danilo Bessone, esponente di Turismo Torino, ha chiesto e ottenuto di patteggiare un anno e sei mesi. Tutti hanno ottenuto la sospensione condizionale della pena. Le accuse mosse dalla procura erano disastro, lesioni e omicidio colposo. I terribili fatti accaddero il 3 giugno del 2017 in piazza San Carlo a Torino quando un’ondata di panico collettivo che si scatenò tra la folla che stava assistendo alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid causò il ferimento di oltre 1600 persone e il decesso di due donne, Erika Pioletti, deceduta in ospedale dopo una decina di giorni, e Marisa Amato, rimasta tetraplegica e deceduta nel 2019. La piazza – va ricordato – non aveva nessuna via d’uscita per la sicurezza delle persone che erano lì per una serata di svago.
Su FB la sindaca grillina commenta così la sentenza: «La tesi dell’accusa, oggi validata in primo grado dalla Giudice, è che avrei dovuto prevedere quanto poi accaduto e, di conseguenza, annullare la proiezione della partita in piazza». E’ una tesi, prosegue, Appendino, «dalla quale mi sono difesa in primo grado e che, dopo aver letto le motivazioni della sentenza con i miei legali, cercherò di ribaltare in Appello perché è evidente che, se avessi avuto gli elementi necessari per prevedere ciò che sarebbe successo, l’avrei fatto». La piazza – va ricordato – non aveva nessuna via d’uscita per la sicurezza delle persone che erano lì per una serata di svago.
La determinazione della Appendino, con il supporto di tutto il movimento 5 stelle, va avanti comunque come se nulla fosse. Stamani la pubblicazione sul profilo social di una sua foto in compagnia della piccola sorella che insieme mangiano un tiramisù per colazione. A commento del post la sindaca scrive: «L’importanza di avere qualcuno che ti vuole bene (in questo caso la mia sorellona) che in un momento difficile ti fa trovare in frigo a colazione un bel tiramisù (col cuoricino, ndr)
Si riparte!».

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