| categoria: editoriale

Ma non ci avevano detto di stare a casa?

Viviamo in una situazione surreale, e forse a questo punto il neo premier Draghi dovrebbe dare dimostrazione di quello che sa fare e non galleggiare soltanto sul consenso bulgaro di questi giorni e sulla beatificazione anticipata. Stiamo per entrare in un nuovo tunnel della disperazione con le varianti del Covid a farla da padroni, buona parte del paese ha un colore che sottintende il forte pericolo, alcune aree (Abruzzo e Molise, ad esempio, duramente colpite dal virus “inglese”),due zone rosse sono state individuate e circoscritte a un passo dalla capitale, veniamo sollecitamente invitati a stare a casa il più possibile per evitare contagi e un possibile collasso del sistema e cosa fanno gli italiani, fin qui lodati per il loro senso di responsabilità e sacrificio? Si danno alla pazza gioia in un week end demenziale alimentato da una temperatura improvvisamente mite. Dovunque spiagge affollate, piazze e vie del passeggio piene, assembramenti ovunque. Con tanta gente senza mascherine.
O siamo incoscienti o siamo vittime di un impazzimento collettivo. A Roma, Napoli, Milano, in Sicilia, tutti spinti ad evadere e a lasciarsi alle spalle pensieri e preoccupazioni. Senza pensare alle conseguenze. Tutto fuori di ogni logica. Il governo deve decidersi una volta per tutte, vaccino o non vaccino (peggio ancora se da quest’ultima parte vengono nuovi problemi), o c’è un’emergenza vera e tutti rispettano regole e raccomandazioni, o si decide che fin qui abbiamo scherzato, che centomila morti in un anno sono routine, e che la scomparsa dell’equivalente della popolazione di una città come Latina può passare inosservata. Servono una chiarezza e una determinazione che fin qui sono mancate, il problema non è quello di decidere se è pericoloso tenere aperti i ristoranti per cene controllate e clienti distanziati, ma quello di spiegare con il necessario rigore che si devono mantenere i livelli massimo di sicurezza, che non si possono affollare luoghi aperti o chiusi, che ogni violazione di queste regole può costare vite umane. Rigore è la parola chiave, il paese deve sopravvivere e i tanti giovani senza mascherina con la strafottenza della loro età devono essere prima indottrinati e motivati e poi eventualmente severamente puniti e con loro i genitori. Che Draghi si muova in fretta e con efficiacia, non possiamo sperare nel Dio vaccino e portarci il peso di una media di quindicimila morti al mese solo perchè il richiamo dei ristoranti, dello struscio, della socializzazione è più forte della paura della morte.

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