| categoria: sanità

DIETRO AI FATTI/ 1 – A caccia di asintomatici

191d4a0203d7b541c1e804414f6bf441 Covid e test, facciamo chiarezza. Una ricerca Synlab solleva dubbi sul margine di rischio degli antigenici. I tamponi rapidi non sono efficaci sul 40% dei soggetti che non presentano sintomi. E per i molecolari è in arrivo una nuova tecnologia in grado di rilevare le mutazioni del virus
Di Giulio Terzi

Non facciamo finta di sapere e capire tutto. Nella enorme bolla mediatica della pandemia da Covid vengono pompate ogni giorno migliaia di informazione sulla lotta al virus e sulle strategie di contrasto. Oggi si parla quasi solo di vaccini ma la sopravvivenza del sistema intanto è legato alla capacità di individuare il virus e di isolarlo, di bloccare il contagio, in sostanza. Gli strumenti sono quelli sperimentati – tamponi molecolari, test rapidi, e non illudiamoci che gli utenti abbiamo capito fino in fondo – e in continuo aggiornamento, le logiche con le quali vengono applicate. Sulla loro validità ed efficacia il dibattito nel mondo scientifico e degli addetti ai lavori è aperto e gli interrogativi sono tutt’altro che risolti. Il problema grosso, è noto, sono i soggetti asintomatici, che contagiosi o meno si muovono liberamente, inconsapevoli, e sfuggono alle maglie dei controlli se non inchiodati con certezza dai tamponi molecolari. Il rischio – è evidente – è altissimo. Ma il problema non è risolto.
Soluzioni? Synlab, gruppo leader in Europa nei servizi di diagnostica medica, ad esempio, nei suoi laboratori italiani effettua sugli asintomatici sono tamponi molecolari, ritenendo i tamponi rapidi non affidabili né sicuri. Questa tesi è surrogata da dati sufficientemente certi e verificabili. Il gruppo ha recentemente condotto una ricerca a livello europeo che dimostra come fino al 40% dei casi risultati positivi al SARS-CoV-2 con metodica PCR potrebbero sfuggire alla diagnosi utilizzando i test antigenici rapidi. Un confronto diretto tra i test PCR e i test rapidi sull’antigene conferma la bassa sensibilità di questi ultimi, basandosi sui dati del programma SYNLAB safe-at-work testing. Questi studi rivelano che i test antigenici rapidi possono non risultare affidabili in diverse occasioni, come ad esempio viaggi aerei, controlli di frontiera, eventi sportivi. Utilizzare un risultato negativo al test rapido sull’antigene per garantire per esempio l’accesso alle strutture di cura da parte dei visitatori mette a rischio le vite dei più vulnerabili.
Facciamo un passo indietro e uno di lato. Questa tesi è confermata in numerose pubblicazioni scientifiche e sostenuta da numerosi studiosi e da “operativi” sul fronte della lotta al Covid. E viene incontro alle preoccupazioni di chi vuole assicurare “ambienti sani”per le interazioni umane. Fidarsi dei testi antigenici è sufficiente? E quel 40 % di portatori di virus, non rilevati? Queste persone si troverebbero in uno stato di apparente sicurezza, con il rischio di diffondere il contagio senza saperlo. Di fatto è quello che sta accadendo. Siamo circondati da falsi negativi? Utilizzare un risultato negativo al test rapido sull’antigene per garantire per esempio l’accesso alle strutture di cura da parte dei visitatori mette a rischio le vite dei più vulnerabili. Perché sottovalutare questo punto di vista? Per di più c’è una novità. Synlab, grazie ad un’ottimizzazione organizzativa e tecnologica messa a punto nei suoi laboratori, oggi è in grado di rilevare le mutazioni del virus di cui oggi si parla con tempi ridotti. Tempi del responso? Indicativamente 24 ore. SYNLAB è una rete nazionale di laboratori dotati di punti prelievo e centri polidiagnostici; con oltre 2.800 tra dipendenti e collaboratori e oltre 250 punti prelievo sul territorio , è oggi il più importante gruppo di diagnostica integrata in Italia. Come altre aziende del settore opera in questa situazione di emergenza per consentire che tante attività non si fermino, paralizzate dal rischio. L’opinione pubblica probabilmente non se ne rende conto fino fin fondo ma una buona fetta di italiani, nel pubblico e nel privato si sottopone quotidianamente o periodicamente a un qualche test di controllo. In attesa che il vaccino spazzi via il problema alla radice (1- continua)

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