| categoria: economia

Sbarra alla guida della Cisl: «Draghi coinvolga subito le parti sociali»

Passaggio del testimone nel sindacato di Via Po, Furlan lascia dopo 7 anni
Con 168 voti a favore su 173 presenti il parlamentino della Cisl ha eletto Luigi Sbarra nuovo segretario generale. Un’elezione, quella di Sbarra, avvenuta nel segno della continuità, come ha sottolineato la leader uscente, Annamaria Furlan che ha proposto a metà febbraio il suo nome al comitato esecutivo: «Passo il testimone in mani sicure- ha detto-, lavorerà per i giovani, per le donne, darà dignità ai lavoratori deboli e fragili». Del resto era stata proprio Furlan a volere a fine marzo 2018 la nomina di Sbarra segretario generale aggiunto nella Cisl, affidandogli alcune deleghe “pesanti”: mercato del lavoro, contrattazione, industria e rappresentanza.
Sessantun anni, sposato, due figli, dipendente dell’Anas, Sbarra è nato a Pazzano, piccolo comune della Locride, in provincia di Reggio Calabria. Il nuovo leader della Cisl ha una lunga carriera sindacale alle spalle, iniziata alla Fisba, la federazione della Cisl che associava i braccianti agricoli, per poi diventare segretario generale della provincia di Reggio Calabria, dove è rimasto fino ad aprile del 2000, quando viene chiamato alla guida della Cisl calabrese ed è in prima linea nelle mobilitazioni dei lavoratori per il Patto Territoriale della Locride e per il Contratto d’Area di Gioia Tauro . Nel 2009 è a Roma come segretario confederale nazionale e si occupa di industria, terziario, trasporti, contrattazione, rappresentanza. Lavora alla nascita dell’osservatorio Ocsel sulla contrattazione di secondo livello, poi nel 2015 è alla guida della Fai, la federazione che rappresenta le politiche agricole, ambientali, dell’industria alimentare dove si batte per l’approvazione della storica legge 199 del 2016 contro il caporalato.

Nel suo intervento al consiglio generale della Cisl, Sbarra ha avuto parole di apprezzamento per i risultati conseguiti da Furlan nei 7 anni alla guida del sindacato (che ha lasciato in anticipo rispetto alla scadenza di mandato di ottobre 2022), ricordando i «tanti accordi raggiunti, penso al Patto della Fabbrica e alle intese che hanno promosso e avviato un nuovo modello di relazioni industriali, agli accordi sulle pensioni del 2016 e del 2017, che ancora oggi sono il riferimento di una riforma equa e sostenibile della flessibilità in uscita». Altro tema evidenziato dalla relazione del nuovo segretario «l’unità di azione con Cgil e Uil, su cui Annamaria Furlan ha impegnato tante energie», unità che «non deve essere un feticcio fine a se stesso, né omologazione a un pensiero unico, ma costruzione di una proposta di sintesi in grado di rispondere a tutte le sensibilità».Quanto ai rapporti con l’esecutivo, Sbarra ha riconosciuto «l’autorevolezza del Presidente del Consiglio, ha permesso il riallineamento delle forze politiche in un campo di concordia, che ci auguriamo davvero non sia animata da effimeri tatticismi» ed ha aggiunto: «serve uno sguardo lungo per dare profondità al percorso di innovazione, coinvolgendo tutti gli attori politici e sociali responsabili, rispettando l’autonomia di ognuno, convergendo su target condivisi». Obiettivi che, nell’immediato, si identificano nella «piena realizzazione del piano vaccinale, e nella proroga delle protezioni sociali, a cominciare dall’estensione del blocco dei licenziamenti, degli ammortizzatori e delle indennità Covid».

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