| categoria: editoriale

E adesso siamo di nuovo tutti in emergenza

Non lo ammetterà nessuno ma sembra che ancora una volta si siano fatti calcoli sbagliati. Ci siamo ubriacati (ci hanno ubriacato, alla fine abbiamo capito poco o nulla) di notizie sui vaccini, la grande macchina organizzativa si è messa in moto con grande clamore mediatico e abbiamo allentato la stretta sulla vigilanza quotidiana, sulle misure per arginare il dilagante contagio. Risultato: apriamo centri vaccinali dappertutto, scopriamo che la organizzazione è carente, che non siamo in grado di mettere in piedi una anagrafe decente, che i vaccini non sono sufficienti (insomma, siamo nel caos anche se non si può dire) e intanto il covid riesce a filtrare dappertutto perché la gente si frequenta, si muove, si sente libera, prende autobus e metropolitane senza che nessuno alzi un dito. Risultato, un disastro.
N on accadeva dallo scorso anno che i Pronto Soccorso si intasassero di ambulanze cariche di positivi conclamati, malati, che i reparti Covid dovessero nuovamente riempirsi e che le terapie intensive fossero nuovamente vicine al collasso. E adesso abbiamo paura tutti paura. Anche se molte misure di sicurezza hanno funzionato, anche se nelle Rsa, ad esempio, i casi segnalati sono pochi. Anche se nel corso dei mesi le strutture sanitarie si sono organizzate e ora sono in grado di mettere in campo una notevole flessibilità. Ma abbiamo trascurato di costringere i ragazzi a stare attenti, non siamo stati capaci di convincerli del pericolo, inutile stare sul chi vive a scuola se poi fuori saltano tutti i controlli e le precauzioni. E poi ci sono gli stupidi e gli incoscienti da un lato, e la paura, tutta “politica” di andare per le spicce, di usare la mano pesante da parte delle autorità preposte al controllo.
ggi ci giochiamo parecchio. Tutta l’Italia sotto schiaffo? Torniamo al blocco della scorsa primavera? Vacanze di Pasqua addio, ma chi li sente quelli delle comunioni, delle cresime? Il rischio è che salti tutto e che si debba pensare alla pelle. Ormai dove ti volti trovi persone amiche c he hanno fatto una brutta conoscenza con il Covid, vedi la gente morire. Ma non potevamo pensarci prima? Ci sono delle responsabilità precise, ma ormai poco importa.

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