“Esiste un’elevata probabilità - afferma in una nota il presidente del Laboratorio di Urbanistica, ingegner Andrea Schiavone - che l’area designata ad ospitare il Polo Natatorio di Ostia sia disseminata di residuati bellici della II Guerra Mondiale. Infatti nell’area prospiciente lo stabilimento balneare Tibidabo, sabato 26 Agosto 1995 fu disseppellita, ancora integra, una bomba da mortaio della II Guerra Mondiale, di fabbricazione tedesca a 70-80 centimetri di profondità. Il 31 Agosto, a seguito delle operazioni di bonifica dell’area, furono rinvenuti 12 proiettili di artiglieria. Sempre nella stessa area, il 1° Settembre si rinvennero tre bombe da mortaio tedesche, una mina anticarro e una granata di fabbricazione americana. Altre due bombe da mortaio il 6 Settembre e altre quattro il 7 Settembre 1995. Le operazioni di bonifica furono condotte dagli artificieri del Genio Militare, parzialmente solo sull’area interessata dalla prima segnalazione (in tratteggio nella figura)”.
All'associazione LabUr risulterebbe che: “Nessun altro intervento di indagine né di bonifica è stato più svolto”. “Risulta pertanto anomalo il cartello di inizio lavori – sottolinea Schiavone - che è stato esposto in data 13 Agosto, che non contempla alcuna indagine preventiva dell’area. Ricordiamo che per la realizzazione del Polo Natatorio di Ostia è stata bandita una gara a procedura aperta dall’Ufficio del Commissario Delegato per i Mondiali di Nuoto Roma 2009, che è stata aggiudicata in data 4 Agosto 2008 all’A.T.I. costituita dalle società GE.CO.M. srl, M.C.G. srl, Group Impianti srl. Ebbene, in tutta la documentazione di gara mai si accenna al rischio di residuati bellici. Alcuni residenti – conclude il presidente del LabUr - di lunga data addirittura dichiarano di ricordarsi una ‘casamatta’ tedesca nell’area, di cui però oggi non c’è traccia”.