Arresto cardiaco, subito la legge "salva vita" 22/11/2007 22:55 - (Segnala questo articolo) 
L’arresto
cardiaco improvviso può essere vinto solo con una lotta contro il tempo che
richiede interventi rapidi e coordinati. L’allarme immediato, il pronto inizio
della respirazione artificiale e del massaggio cardiaco, il rapido intervento
con la scossa salvavita del “defibrillatore” e le altre successive cure
avanzate possono salvare molte vite umane.
Si
calcola che in Italia decedano per arresto cardiaco sino a 60.000 persone
l’anno. Un dato drammatico che merita un maggiore impegno; si pensi che il tragico e più sentito
problema degli incidenti stradali nello stesso periodo causa circa 7500 decessi
e l’AIDS meno di 200.
Un
grande passo avanti è stato compiuto in questi anni grazie all’utilizzo del
defibrillatore “intelligente” (DAE, defibrillatore semiautomatico esterno).
Questo apparecchio, prezioso soprattutto per l’intervento extraospedaliero, si
è diffuso nel mondo, dato che la sua facile utilizzazione non richiede la
competenza del medico. Il DAE infatti analizza il ritmo cardiaco, indica se vi
è presente una grave alterazione (fibrillazione o tachicardia ventricolari,
che sono generalmente la causa dell’arresto cardiaco improvviso) per la quale
sia utile la scossa, ne informa il soccorritore. Si predispone quindi
automaticamente alla scarica ed attende solo la conferma dell’operatore,
mediante l’apposito pulsante.
La drastica semplificazione nel soccorso
consentita dai DAE ha portato alla loro estesa adozione in molti paesi
stranieri, ove da tempo vengono
correntemente utilizzati da agenti di
Polizia, Vigili del Fuoco personale di bordo delle linee aeree.
Ora
la nuova frontiera è la diffusione e l’addestramento all’uso dei defibrillatori
semiautomatici, anche grazie alla collaborazione di istruttori non sanitari,
associati in IRC-Comunità, che possono aiutare alla diffusione della cultura e
dell’addestramento specifico nella propria comunità, ente,corpo.
La proposta di legge approvata alla Camera è ora
bloccata in Senato a causa di una serie di emendamenti.
Il Parlamento Italiano approvi subito la proposta di legge sull’obbligatorietà
della presenza del defibrillatore semiautomatico senza distinzioni tra sanitari
e non sanitari. di Redazionein Sanità commenti
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