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		<title>LIBERALIZZAZIONI/ Conto corrente gratis ai pensionati con assegno inferiore ai 1500 euro</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 22:31:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ I pensionati con un assegno inferiore a 1.500 euro potranno aprire un conto corrente in banca e prelevare denaro gratis. Lo prevede un emendamento dei relatori al decreto liberalizzazioni approvato dalla Commissione Industria del Senato. (- L&#8217;emendamento all&#8217;articolo 27 viene incontro alle difficoltà dei pensionati dopo che il decreto «salva Italia» ha stabilito che tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> I pensionati con un assegno inferiore a 1.500 euro potranno aprire un conto corrente in banca e prelevare denaro gratis. Lo prevede un emendamento dei relatori al decreto liberalizzazioni approvato dalla Commissione Industria del Senato. (- L&#8217;emendamento all&#8217;articolo 27 viene incontro alle difficoltà dei pensionati dopo che il decreto «salva Italia» ha stabilito che tutti i pagamenti della pubblica amministrazione superiori ai 1.000 euro, comprese appunto le pensioni, non potranno più avvenire in contante. I percettori di assegni previdenziali bassi, che finora hanno ritirato la loro pensione alla posta, avranno bisogno di un conto corrente in cui accreditare la spesa pensione. La norma approvata stabilisce quindi che un pensionato con un assegno inferiore ai 1.500 euro che si rivolgerà ad una banca potrà ottenere l&#8217;apertura di un conto corrente senza spese iniziali. Sarà gratuito quindi l&#8217;accreditamento della pensione e i prelievi con il bancomat. Altre operazioni appoggiate sul conto corrente saranno invece a pagamento. Contro questa soluzione hanno votato sia la Lega Nord che Idv che proponevano, come ha spiegato il senatore del Carroccio Massimo Garavaglia, di concedere un conto corrente gratis elevando l&#8217;uso del contante fino a 1.500 euro.</p>
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		<title>Inter senza pace, a fondo (0-1) anche a Marsiglia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 22:22:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Altro che ultrastimoli, ci vorrebbe qualcosa di veramente forte per rianimare una squadra come l&#8217;Inter che riesce a perdere anche a Marsiglia contro un&#8217;avversaria tutt&#8217;altro che trascendentale. I grandi campioni tirati in ballo da Claudio Ranieri dovrebbero sapere che le partite finiscono giusto quando l&#8217;arbitro fischia e non ci si può fermare un minuto prima. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altro che ultrastimoli, ci vorrebbe qualcosa di veramente forte per rianimare una squadra come l&#8217;Inter che riesce a perdere anche a Marsiglia contro un&#8217;avversaria tutt&#8217;altro che trascendentale. I grandi campioni tirati in ballo da Claudio Ranieri dovrebbero sapere che le partite finiscono giusto quando l&#8217;arbitro fischia e non ci si può fermare un minuto prima. Arriva quindi all&#8217;ultima azione della gara il gol di Andrè Ayew che punisce i nerazzurri anche al di là dei loro demeriti ma si sa che quando non è periodo, possono succedere anche cose come questa. Prosegue quindi con un&#8217;altra sconfitta la via crucis dell&#8217;Inter che esce dal Velodrome esattamente come otto anni fa. Allora fu Drogba a segnare il gol vittoria, questa volta ci pensa Andrè Ayew che sfrutta una dormita di Chivu sul corner battuto da Valbuena e insacca di testa. Cambia quindi all&#8217;ultimo un risultato di 0-0 che ben rispecchiava una partita senza emozioni che i nerazzurri controllano senza problemi e senza affanni contro una squadra come quella di Deschamps che vivacchia al quarto posto della Ligue 1, senza alcuna velleità di successo. Eppure tanto basta per battere un&#8217;Inter punita nella sua unica distrazione ma comunque ancora malata grave. Non servono le scelte di Ranieri per vedere qualcosa di decente in campo e schierare Zarate dal 1&#8242; dopo 4 mesi non ha dato nulla al gioco nerazzurro, anzi. Non c&#8217;è infatti granchè da vedere in un velodrome ammaccato e un pò derelitto, come le due squadre che ospita. Il grosso vuoto nella tribuna centrale inagibile per i lavori per Euro 2016 rende il tutto un pò mesto e d&#8217;altronde c&#8217;è gran poco divertimento in campo. L&#8217;Om sfrutta molto poco l&#8217;evidente disagio di una Inter che con un complimento si potrebbe definire poco brillante, anche perchè Deschamps non ha Remy, il suo attaccante migliore, e il suo sostituto Brandao è giusto l&#8217;ombra di un brasiliano. Così alla fine è l&#8217;Inter ad avere le occasioni migliori, se così si possono chiamare, pere sbloccare il risultato. Sulla sinistra c&#8217;è tutto lo spazio del mondo perchè Azpilicueta fa tutto fuorchè difendere ma nessuno sfrutta gli inserimenti di Cambiasso. Non lo fa Forlan all&#8217;11&#8242; quando colpisce come può la palla che Mandanda manda in angolo, e men che meno Zarate che al 36&#8242; la passa al portiere invece che segnare da buona posizione. Proprio Maurito è il peggiore nell&#8217;ora che trascorre in campo e ogni volta che gli arriva il pallone sembra chiedersi stupito se tocca proprio a lui giocarlo. La risposta sarebbe sì ma il risultato è che forse è anche meglio di no, perchè non ne combina una giusta. Si sbatte di più Snejider ma la luce del suo genio pure è molto appannata e allora non è che la manovra d&#8217;attacco abbia chissà quali idee se non lanciare in profondità le punte e sperare che i due centrali africani dell&#8217;Om se ne facciano scappare una. La squadra di Deschamps ci mette voglia ma il talento è quello che è e così Julio Cesar deve preoccuparsi giusto per una punizione di Valbuena che Ayew e Diawara non riescono a mettere in porta da pochi passi. Ranieri all&#8217;inizio della ripresa sostituisce Maicon con Nagatomo e poi mette fine al 18&#8242; all&#8217;inutile gara di Zarate. Spreca una bella occasione l&#8217;argentino per scalare qualche posizione nelle gerarchie degli attaccanti e viene da chiedersi cos&#8217;abbia visto Ranieri in allenamento per decidere di fargli giocare da titolare una partita così delicata. Con Obi al suo posto l&#8217;Inter si schiera con il 4-4-1-1 e la partita continua nel suo tran tran piuttosto noioso. In altro periodo storico sarebbe stato lecito aspettarsi anche un atteggiamento un pò più spregiudicato ma il momento è quello che è e l&#8217;ultimo minuto lo conferma. Julio Cesar si salva mettendo in angolo un tiro insidioso ma sul corner Ayew insacca. E per Ranieri è ancora notte fonda</p>
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		<title>MOLISE/ Abuso d&#8217;ufficio, il governatore Iorio condannato a 18 mesi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 22:20:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il governatore del Molise Michele Iorio è stato condannato ad un anno e 6 mesi per abuso di ufficio. La sentenza è stata emessa questa sera dai giudici del tribunale di Campobasso al termine del processo per la vicenda Bain&#38;Co, la società presso la quale lavorava uno dei figli del governatore e che aveva ottenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governatore del Molise Michele Iorio è stato condannato ad un anno e 6 mesi per abuso di ufficio. La sentenza è stata emessa questa sera dai giudici del tribunale di Campobasso al termine del processo per la vicenda Bain&amp;Co, la società presso la quale lavorava uno dei figli del governatore e che aveva ottenuto due consulenze dalla Regione Molise. Al momento della lettura del verdetto,Iorio che oggi aveva assistito a tutta l&#8217;udienza, non era in Aula, il suo avvocato Arturo Messere ha annunciato ricorso in appello.</p>
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		<title>Papaya contro Hiv e Parkinson, sconto del 30% ai malati</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 22:19:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il suo nome si lega a quello di un premio Nobel, Luc Montagnier, da sempre accanito sostenitore delle sue potenzialità. Oggi la papaya fermentata, che lo scienziato francese consigliò persino al papa Giovanni Paolo II alle prese con il morbo di Parkinson, torna alla ribalta per un annuncio della ditta giapponese che lo produce e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il suo nome si lega a quello di un premio Nobel, Luc Montagnier, da sempre accanito sostenitore delle sue potenzialità. Oggi la papaya fermentata, che lo scienziato francese consigliò persino al papa Giovanni Paolo II alle prese con il morbo di Parkinson, torna alla ribalta per un annuncio della ditta giapponese che lo produce e della società che lo distribuisce nel nostro Paese. «Per venire incontro ai malati di Aids e Parkinson si è deciso di garantire ai pazienti affetti dalle due malattie uno sconto del 30% sul prezzo dell&#8217;integratore». Il problema del costo troppo alto della Papaya fermentata (Fermented papaya preparation) «è stato segnalato da alcune associazioni di pazienti», spiega Fabio Canova della Named, la società che distribuisce il prodotto in Italia. Da qui la decisione, annunciata oggi a Milano, nel corso di un incontro su Parkinson e Hiv che si è svolto a Palazzo Isimbardi, sede della provincia di Milano, di abbassare i prezzi per questa categoria di malati. Una confezione di Papaya fermentata per un mese (9 grammi al giorno &#8211; nella versione &#8216;fortè per Aids e Parkinson &#8211; costa 118 euro. Un anno di integratore arriva a pesare sulle tasche dei pazienti per oltre 1.400 euro. Con il ribasso del 30% pensato per i malati che mostrano il cartellino dell&#8217;esenzione (per accertare la loro condizione di malattia) in farmacia, il prodotto costerà 88 euro al mese, poco più di mille euro l&#8217;anno. Non pochi pazienti la assumono in combinazione con le terapie che gli sono state prescritte dagli specialisti. In Italia l&#8217;integratore prodotto dall&#8217;azienda giapponese Osato ha debuttato nel 2004 e sono in totale 2 milioni le confezioni vendute. L&#8217;ipotesi avanzata in diversi studi e condivisa da alcuni specialisti anche italiani, è che sia uno strumento utile per contrastare lo stress ossidativo, considerato da questi esperti un fattore chiave nelle patologie croniche e neurodegenerative (nel processo di distruzione neuronale e nell&#8217;infiammazione cronica), e rinforzare le difese immunitarie migliorando la qualità di vita dei malati</p>
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		<title>Turbativa d&#8217;asta, a Torino chiesta condanna per l&#8217;ex direttore generale del S. Anna</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 22:16:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ - È di un anno e tre mesi la richiesta di pena fatta oggi dalla procura di Torino per Marinella d&#8217;Innocenzo, ex direttore generale dell&#8217;azienda ospedaliera Regina Margherita -Sant&#8217;Anna di Torino, e Laura Vaime, all&#8217;epoca consulente esterna dell&#8217;ospedale e collaboratrice della d&#8217;Innocenzo, accusate di turbativa d&#8217;asta. La vicenda risale al 2007 e riguarda le procedure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> - È di un anno e tre mesi la richiesta di pena fatta oggi dalla procura di Torino per Marinella d&#8217;Innocenzo, ex direttore generale dell&#8217;azienda ospedaliera Regina Margherita -Sant&#8217;Anna di Torino, e Laura Vaime, all&#8217;epoca consulente esterna dell&#8217;ospedale e collaboratrice della d&#8217;Innocenzo, accusate di turbativa d&#8217;asta. La vicenda risale al 2007 e riguarda le procedure per l&#8217;affidamento del servizio del Centro unico di prenotazione dell&#8217;ospedale Sant&#8217;Anna. Secondo l&#8217;accusa, coordinata dal pubblico ministero Paolo Toso, le due indagate avrebbero messo in atto condotte collusive volte a turbare il regolare svolgimento della gara per l&#8217;affidamento del servizio che fu poi assegnato a un&#8217;azienda legata alla Vaime. Per i difensori invece le due imputate agirono correttamente e sempre nell&#8217;interesse dell&#8217;ospedale.</p>
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		<title>Pronto Soccorso, l&#8217;ospedalità privata pronta a collaborare</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 22:15:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«In un momento di emergenza come questo, di fronte alla generale contrazione delle risorse economiche disponibili e ai tagli di posti di letto, l&#8217;Aiop offre la propria collaborazione, a livello nazionale e regionale, mettendo a disposizione le proprie risorse in termini di servizi e di posti letto, anche attraverso accordi temporanei con le singole regioni». [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«In un momento di emergenza come questo, di fronte alla generale contrazione delle risorse economiche disponibili e ai tagli di posti di letto, l&#8217;Aiop offre la propria collaborazione, a livello nazionale e regionale, mettendo a disposizione le proprie risorse in termini di servizi e di posti letto, anche attraverso accordi temporanei con le singole regioni». Lo afferma Enzo Paolini, Presidente nazionale dell&#8217;Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), aggiungendo che «non dobbiamo dimenticare i servizi di eccellenza che quotidianamente i nostri ospedali, pubblici e privati, offrono». Per il presidente Aiop, inoltre, «la specializzazione raggiunta dal privato accreditato ed esempi virtuosi di cooperazione già sperimentati in alcune regioni consentono di affermare che tale collaborazione può essere una risposta alla crescita della domanda da parte dei cittadini mantenendo fermo l&#8217;obiettivo di una ottimizzazione delle risorse senza compromettere la qualità del servizio.</p>
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		<title>PALERMO/ Rifiuti, un mistero gli stipendi dei commissari dell&#8217;Amia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 22:12:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ - Mentre i rifiuti in alcune zone di Palermo restano nei cassonetti per giorni, prima di essere raccolti, a Palermo sapere quanto percepiscono i tre commissari dell&#8217;Amia (Paolo Lupi, Sebastiano Sorbello e Francesco Foti), l&#8217;azienda pubblica di raccolta dei rifiuti, è impresa ardua. Quasi impossibile. «Non lo so, solo Dio lo sa», dice Sorbello, contattato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> - Mentre i rifiuti in alcune zone di Palermo restano nei cassonetti per giorni, prima di essere raccolti, a Palermo sapere quanto percepiscono i tre commissari dell&#8217;Amia (Paolo Lupi, Sebastiano Sorbello e Francesco Foti), l&#8217;azienda pubblica di raccolta dei rifiuti, è impresa ardua. Quasi impossibile. «Non lo so, solo Dio lo sa», dice Sorbello, contattato dall&#8217;ANSA. Mentre il premier Monti e i suoi ministri pubblicano i propri redditi sul sito del governo, un alone di mistero aleggia attorno alle indennità dei supermanager incaricati di rimettere in sesto i conti della società, in amministrazione straordinaria per evitarne il fallimento. Questo malgrado l&#8217;Amia sia controllata dal Comune di Palermo e i commissari siano stati nominati dal ministero dello Sviluppo economico. Il direttore generale di Amia, Nicolò Gervasi, interpellato sull&#8217;argomento, indica il ministero quale soggetto deputato a fornire questo genere di informazioni. Dagli uffici romani di via Molise fanno sapere che i compensi dei commissari sono stabiliti da un decreto ministeriale del 1992 (Regolamento concernente adeguamento dei compensi spettanti ai curatori fallimentari e determinazione dei compensi nelle procedure di concordato preventivo e amministrazione straordinaria) e assoggettati alle norme sui compensi dei curatori fallimentari. Nonostante lo stretto riserbo si apprende che sono stati già liquidati quattro acconti ai commissari, ma senza specificare importi e destinatari. Dal ministero ribadiscono che «si tratta di acconti a carico della procedura concorsuale e che bisognerà aspettarne la chiusura per poterli rendere noti», precisando che «non sono tenuti a dare informazioni». Anche perchè, «gli acconti solo dopo la conclusione della procedura concorsuale diventeranno compenso definitivo &#8211; dicono &#8211; gravando sul bilancio pubblico». In tutto, nel 2010, sono stati nominati cinque commissari straordinari: con decreto del 24 aprile 2010, Paolo Lupi, Sebastiano Sorbello e Giuseppe Romano; in seguito alle dimissioni di quest&#8217;ultimo, con decreto del 12 luglio 2010, è stato designato Giosuè Marino, anche lui dimissionario e sostituito con decreto del 12 novembre 2010 da Francesco Foti, attualmente è in carica insieme a Sorbello e Lupi.</p>
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		<title>PIAZZA S.MARCO/ La Procura indaga sul restauro dello storico caffè Quadri</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 22:10:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Il restauro del Caffè Quadri, sorto nel &#8217;700 all&#8217;insegna della &#8216;negra bevandà che giungeva dall&#8217;Oriente sotto le Procuratie Vecchie, in Piazza San Marco, a Venezia, finisce sotto la lente della procura. Nel mirino del fascicolo conoscitivo aperto dal Procuratore aggiunto Carlo Mastelloni ci sono i lavori, costati circa 800 mila euro, fatti per restaurare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Il restauro del Caffè Quadri, sorto nel &#8217;700 all&#8217;insegna della &#8216;negra bevandà che giungeva dall&#8217;Oriente sotto le Procuratie Vecchie, in Piazza San Marco, a Venezia, finisce sotto la lente della procura. Nel mirino del fascicolo conoscitivo aperto dal Procuratore aggiunto Carlo Mastelloni ci sono i lavori, costati circa 800 mila euro, fatti per restaurare e rinnovare lo storico locale, che nel tempo aveva visto l&#8217;apertura al primo piano dell&#8217;unico ristorante che si affaccia sulla Piazza. L&#8217;operazione di restyling ha mantenuto l&#8217;impianto &#8216;storicò ma nel contempo ha dato un tocco di nuovo agli spazi del Caffè al piano terra, con un nuovo bancone; ma qualcosa nel lavoro di recupero del locale sembra aver toccato la sensibilità di qualcuno. Il magistrato ha già acquisito gli atti e i permessi relativi alla ristrutturazione dei locali dalla Soprintendenza; il fine è quello di accertare se le opere eseguite siano state conformi alle direttive dei Beni Culturali. Il locale è stato rilevato di fatto alcuni anni fa dai fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo, proprietari del tristellato &#8216;Le Calandrè di Rubano (Padova). Nella società creata ad hoc con una quota di minoranza è presente anche la società Ligabue, che prima ne aveva la gestione. Per Raffaele Alajmo il fascicolo d&#8217;indagine aperto dalla procura lagunare non è un problema: «le porte sono aperte: siamo qui a disposizione della magistratura» commenta. «La magistratura verifichi puntualmente i lavori fatti» a piano terra del locale. Aggiunge che per un posto «così bello e storico come il Quadri è giusto che ci sia un&#8217;attenzione della Sovrintendenza, vuol dire che c&#8217;è cura del luogo. Va benissimo». «È un segnale che a Venezia &#8211; conclude &#8211; certe cose vengono valutate con particolare attenzione e controllo». Per rilanciare il Quadri gli Alajmo hanno fatto loro il motto «ciò che diventa era» del torrefattore veronese Gianni Frasi. E proprio in onore del motto, hanno dato una «rispolverata» all&#8217;ambiente del vecchio Caffè. Al piano superiore, invece, sono entrate sedie nere verniciate come fossero gondole, faretti moderni e un gioco di luci-ombre per esaltare i piatti in tavola e la vista incomparabile sull&#8217;area marciana. Poi naturalmente la &#8216;costruzionè del menù e in onore della laguna gli Alajmo hanno fatto leva sui piatti veneziani del passato, rielaborati in chiave moderna. Il Quadri fu fondato dal veneziano Giorgio Quadri attorno la seconda metà del Secolo dei Lumi. Giunto dall&#8217;isola greca di Corfù sbarcò a Venezia dove investì gli averi di famiglia in un locale che proponesse il caffè, all&#8217;epoca di gran moda. Nella prima metà dell&#8217; &#8217;800 il locale venne restaurato dai fratelli Vaerini, che ampliarono gli spazi aprendo al piano superiore il ristorante. Ai tavolini del Quadri, tra gli altri, si sono seduti nei secoli Stendhal, Alexandre Dumas, Marcel Proust, Arturo Martini, Gino Rossi, Mikhail Gorbaciov, Francois Mitterand, Robert de Niro, Woody Allen, Angelina Jolie e Brad Pitt.</p>
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		<title>SONDAGGI/ Obama (per ora) più forte di Romney e Santorum</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 22:09:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se si votasse oggi per la Casa Bianca, Barack Obama vincerebbe un secondo mandato battendo sia Mitt Romney che Rick Santorum. Lo dimostra un sondaggio dell&#8217;istituto Quinnipiac, secondo il quale il presidente batterebbe sia l&#8217;ex governatore del Massachussets, anche se molto di misura con il 46% contro il 44%, che l&#8217;ex senatore della Pennsylvania, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se si votasse oggi per la Casa Bianca, Barack Obama vincerebbe un secondo mandato battendo sia Mitt Romney che Rick Santorum. Lo dimostra un sondaggio dell&#8217;istituto Quinnipiac, secondo il quale il presidente batterebbe sia l&#8217;ex governatore del Massachussets, anche se molto di misura con il 46% contro il 44%, che l&#8217;ex senatore della Pennsylvania, con uno scarto di poco maggiore, il 47% al 44%. Il sondaggio, che ha un margine di errore dell&#8217;1,9%, registra poi un altro dato molto importante per Obama, cioè il suo ancora più netto vantaggio su i due candidati repubblicani tra gli elettori indipendenti, il vero ago della bilancia delle elezioni presidenziali. E se il presidente tra questi elettori ha un vantaggio di 5 punti su Romney, nell&#8217;ipotetico scontro con il più conservatore Santorum il vantaggio arriverebbe a 10 punti. È interessante sottolineare come lo stesso sondaggio registri il fatto che una netta maggioranza degli intervistati, il 55%, continua comunque ad avere un giudizio negativo sulla politica economica di Obama. Ma, allo stesso momento, non credono che nè Romney, nè Santorum possano fare molto meglio. Anzi il sondaggio indica che gli elettori Gop pensano già alla possibilità di un candidato dei sogni, che si imponga a sorpresa durante una convention divisa: si tratta di Chris Christie, il governatore del New Jersey, repubblicano moderato che lo scorso anno sembrava sul punto di candidarsi. &#8211; Anche se la maggioranza degli elettori repubblicani ritiene che sarebbe una cosa negativa per i repubblicani arrivare alla convention di agosto senza un vincitore, il 32% ritiene che Christie potrebbe essere la migliore carta da giocare. Mentre un altro 20% è convinto che bisognerebbe rivolgersi ad una dinastia sperimentata, candidando Jeb Bush, figlio e fratello di ex presidenti. Il governatore super size, molto apprezzato per le sue capacità politiche e la sua simpatia, ha riconosciuto di ricevere ancora molte pressioni da parte di sostenitori che sperano in una sua discesa in campo dell&#8217;ultima ora. Ma Christie, che lo scorso anno aveva alla fine deciso di non candidarsi affermando di voler concludere il mandato in New Jersey, ma non ha escluso l&#8217;idea di entrare come vice nel ticket Gop, ha ribadito di non aver cambiato idea: «a tutti dico la stessa cosa, che sostengo Mitt Romney e farò tutto il possibile affinchè vinca la nomination e diventi il presidente».</p>
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		<title>Tecnico radiologo cacciato di casa &#8220;abita&#8221; al San Camillo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 22:06:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[sanità Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[- Una branda, una moka per fare il caffè ogni mattina e un mucchio di vestiti. Così si presenta la stanza dove un tecnico radiologo dell&#8217;ospedale San Camillo di Roma vive da sei mesi. Ma non si trova in una casa, bensì proprio nell&#8217;ospedale dove l&#8217;uomo lavora. «Le foto, sono tutte negli atti giudiziari», assicura  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Una branda, una moka per fare il caffè ogni mattina e un mucchio di vestiti. Così si presenta la stanza dove un tecnico radiologo dell&#8217;ospedale San Camillo di Roma vive da sei mesi. Ma non si trova in una casa, bensì proprio nell&#8217;ospedale dove l&#8217;uomo lavora. «Le foto, sono tutte negli atti giudiziari», assicura  Luana Capriotti, l&#8217;avvocato che difende la moglie del cinquantenne nella causa di divorzio. Ed è proprio la separazione la causa di questa singolare storia: il protagonista è stato cacciato di casa e ha trovato &#8216;rifugio&#8217; fra le mura del nosocomio capitolino. «Si potrebbe pensare &#8211; prosegue il legale &#8211; che quest&#8217;uomo abbia voluto presentare le immagini per dimostrare di non essere in grado di pagare gli alimenti alla moglie. Ma è solo un&#8217;ipotesi. La tesi difensiva dei miei colleghi non la conosco ancora. Eppure non credo si possa trattare di un falso, perchè a quanto mi risulta è una situazione che perdura da tempo. Ma mi attengo a ciò che ho visto nei documenti». La moglie del tecnico radiologo, «ha reagito con apprensione alla notizia, come qualsiasi altra persona che abbia avuto con il proprio ex marito una relazione di tanti anni: erano insieme dal 1986 e hanno anche dei figli minorenni, che sono i primi a dover essere tutelati». Al San Camillo, intanto, sono in corso accertamenti per verificare l&#8217;esistenza di questo &#8216;topo d&#8217;appartamentò fra le mura dell&#8217;ospedale.</p>
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