A PROPOSITO DI JAZZ, di e con Gerlando Gatto

Dai campionissimi del passato ai talenti di oggi
giovedì, 26 giugno, 2008, 17:50 - Recensioni
Ella Fitzgerald and Louis Armstrong – “Porgy and Bess” – Verve 0602517448209

Ecco un album che tutti gli appassionati di jazz dovrebbero custodire gelosamente: l’incisione risale all’ agosto e ottobre del 1957 e vede l’una accanto all’altro due delle più belle voci del jazz di tutti i tempi, impegnate nella magistrale interpretazione di una stupenda pagina scritta da Gorge Gershwin con le liriche di Dubose Heyward e Ira Gershwin.

Naturalmente non c’è bisogno di soffermarsi ulteriormente sulla valenza artistica di “Porgy and Bess” (dato anche il fiume di inchiostro che è stato versato sull’argomento) così come sulla versione storica che viene ripresentata in questo CD.

Solo una cosa ci sentiamo di aggiungere…o meglio un consiglio rivolto soprattutto ai neofiti del jazz: se non l’avete ancora sentito, ascoltate subito questo album, ne vale la pena.

Dan Kizelman – “Goodbye Castle” – CAM J 3304-2

Al suo esordio discografico da leader è il giovane sassofonista e clarinettista Dan Kinzelman (classe 1982) che il pubblico italiano ha già avuto modo di apprezzare nel quartetto del pianista Giovanni Guidi vincitore del “Top Jazz 2007” del mensile Musica Jazz come “miglior nuovo talento”.

Alla guida di una propria formazione, completata da Landon Knoblok al pianoforte, Joe Rehmer al basso e Austin MacMahon alla batteria Dan offre una bella prova di maturità stilistica ed interpretativa.

Intendiamoci: nulla di particolarmente nuovo sotto il sole, ma la certezza che un nuovo musicista di buone possibilità si è affacciato sulla scena musicale, un musicista che sicuramente ha molto da dire sia sul piano strumentale che su quello compositivo. In effetti quasi tutti i brani presenti nell’album sono sue composizioni e alcune si fanno ammirare per l’ottimo senso della costruzione e una notevole ricerca sia melodica sia armonica. Particolarmente interessante, in tal senso, “Trout” grazie soprattutto ad un personalissimo sound del clarinetto.

Nils Petter Molvær – “Re-Vision” - Sula 0602517634466

Non è certo una novità che la musica del norvegese Nils Petter Molvær, progenitore del cosiddetto “Nu Jazz”, sia fortemente evocativa….non stupisce quindi che l’ormai celebre trombettista sia stato chiamato a scrivere musica per film.

Questo CD ne è la testimonianza più probante contenendo ben undici brani provenienti da film : in particolare quattro sono tratti dal film francese “Edy” del 2005, cinque dal Tedesco “Hoppet” del 2007 , “Arctic dub” dal documentario norvegese “ Frozen Heart” del 1999 e, proprio a metà della selezione, un pezzo non tratto da alcuna colonna sonora, per un flusso di musica che prende l’ascoltatore per oltre 46 minuti.

In effetti l’album suggerisce una serie di atmosfere slegate dal tempo e dallo spazio, in una sorta di dimensione onirica e vagamente incantatoria in cui il modo particolare di Molvær di intendere queste dimensioni della musica hanno modo di estrinsecarsi in tutta la loro originalità.

Quindi musica al di fuori del tempo e dello spazio create anche grazie al magnifico supporto dei pochissimi musicisti che l’accompagnano in questa impresa: abbiamo così modo di ascoltare in cinque pezzi il chitarrista Eivind Aarset che sa creare, come pochi, un denso tessuto armonico ora restringendo ora dilatando lo spazio sonoro; in “Perimeters” , Jan Bang , coautore del brano (l’unico non facente parte di colonne sonore) crea un beat straordinario sia per i colori vagamente etnici sia per il chiaro riferimenti ai suoni della natura; dal canto loro i due batteristi Anders Engen e il nostro Paolo Vinaccia si dimostrano ancora una volta partner ideali per il trombettista il quale, naturalmente, rimane l’assoluto protagonista del disco.

La sua tromba assurge spesso a vertici di assoluto lirismo, mai disdegnando l’uso delle tecniche più spinte che vengono comunque sempre piegate alle esigenze interpretative: così ad esempio in “Trumpet Player in the Backyard” utilizza una varietà di strumentazione ma si avverte chiaramente che il musicista non ne resta prigioniero creando sempre qualcosa di nuovo grazie alla sua capacità improvvisativa...e così in tutti i brani che si lasciano ascoltare con grande trasporto.

Cettina Donato – “Pristine” - Wider Look – WLK005 - 2008

Ecco un nuovo esordio discografico : a firmarlo è una pianista siciliana, di Messina, classe 1976: Cettina Donato. Il suo curriculum parla di una lunga milizia nello studio del pianoforte iniziato all’età di sette anni, con il conseguimento, nel 1999, del Diploma in Pianoforte al Conservatorio di Reggio Calabria e, nel 2001, del IV anno di Composizione presso il Conservatorio di Messina.

Accanto agli studi “classici”. Cettina Donato frequenta anche il jazz studiando con Salvatore Bonafede e così, nel 2006, si diploma in Musica Jazz al Conservatorio di Messina sotto la guida di Cinzia Gizzi, discutendo una tesi sul Paris Concert, tenuto da Bill Evans nel 1979. Frequenta corsi di perfezionamento jazzistici con Salvatore Bonafede (Taormina, 2003), Hal Galper, Garrison Fewell e Billy Harper (Veneto Jazz, 2004); Salvatore Bonafede e Roberto Gatto (Taormina, 2005); Giovanni Mazzarino, Dado Moroni, Dario Deidda (Piazza Armerina, 2006); Salvatore Bonafede e Bob Mintzer (Piazza Armerina, 2007); Bob Mintzer e Giovanni Mazzarino (Messina, 2008). Nel 2005 ha vinto il primo premio assoluto al Concorso "Giovani Musicisti" nella categoria Jazz. Insomma, sul piano dei titoli, Cettina sembra avere tutte le carte a disposizione per intraprendere una carriera più che brillante. E l’ascolto di questo primo album sembra confermare queste previsioni. La pianista propone un repertorio composto da cinque sue composizioni (più che notevole la scrittura), un original di Salvatore Bonafede - “Mel Lewis” - ovviamente dedicato al batterista statunitense e due celeberrimi standards quali il gershwiniano “Summertime” e “A night in Tunisia”. A completare l’organico le due formazioni che ne hanno finora accompagnato le peformances vale a dire il quintetto con Dario Miano (sax tenore) Daniele Zappalà (tromba, flicorno), Paride Furzi (contrabbasso) e David Lo Cascio (batteria), e il quartetto con Jerry Popolo (sax), Gabriele Pesaresi (bss) e Roberto Desiderio (batteria).

All’attento ascolto dell’album una nota appare subito evidente: la pianista è riuscita a creare un linguaggio, certo perfettibile, ma già in grado di appassionare e catturare l’ascolto, un linguaggio che coniuga spontaneità e strutturazione , originalità e conoscenza della tradizione, arte dell’improvvisazione e rispetto della pagina scritta, il tutto in un alternarsi di situazioni, di atmosfere dovuto anche all’abilità dei musicisti coinvolti nel progetto e alla bontà degli arrangiamenti.

Se le premesse saranno mantenute sentiremo ancora parlare, e molto, di Cettina Donato.

Alessandro Lanzoni – “On the snow” – Philology W285.2

Il disco presenta il secondo lavoro del giovanissimo Alessandro Lanzoni, ben a ragione considerato l’astro nascente del panismo jazz .

Aessandro si è ,infatti, imposto all’attenzione del mondo jazzistico internazionale vincendo nel 2006 il Primo Premio al prestigioso concorso per solisti jazz “International Massimo Urbani Award” di Camerino. Nell’ambito dello stesso premio gli è stata attribuita una Borsa di Studio per i Corsi di “Umbria Jazz” a Perugia; qui, gli insegnanti gli hanno conferito un’ulteriore Borsa per frequentare la Berklee School di Boston e lo hanno selezionato come migliore pianista per partecipare a “Umbria Jazz Winter” di Orvieto.

In seguito a questi riconoscimenti, ha inciso per l’etichetta Phylology il suo primo CD -“ I should care” - in duo con il contrabbassista Ares Tavolazzi. “Jazz Magazine” gli ha poi dedicato la copertina e un lungo articolo che sottolinea il suo talento e Umbria Jazz e la Berklee School di Boston hanno organizzato un suo concerto di piano solo nella città di New York nella prestigiosa Morgan Library.

Lanciato nell’agone discografico da Paolo Piangiarelli, Lanzoni sta quindi bruciando le tappe grazie ad un sicuro talento che emerge con forza sia nel piano solo sia nel duo piano-basso, sia nel più canonico trio che ascoltiamo in questa sede…non trascurando quella dimensione compositiva che sta cominciando ad assumere connotati più che rilevanti. “On the snow” , che non a caso da il titolo all’intero album, è una composizione davvero notevole per freschezza di idee e suggestioni particolari. E non è l’unica dato che nel disco si alternano quattro composizioni originali (ivi compresa una lunga suite) ad altrettanti standards che Alessandro affronta senza paura alcuna, proponendo la “sua” interpretazione che si fa ammirare per il trasporto poetico e l’amore che traspaiono evidenti.

Alessandro ama questa musica, evidentemente ce l’ha nel sangue, la sente in profondità e riesce a trasmettere tutto il suo giovane essere quando si siede alla tastiera che sa accarezzare con grande maestria.

Ascoltandolo, se ci si astrae dalla realtà temporale, non si ha certo l’impressione di sentir suonare un ragazzo di appena quindici anni tale e tanta è la maturità che riesce a mettere in ogni sua performance.

Per averne una riprova basti ascoltare con attenzione “Our delight”, un brano non facilissimo di Tadd Dameron che Lanzoni sa porgere con grande originalità ottimamente coadiuvato dai suoi partners: gli ottimi Ares Tavolazzi al contrabbasso e Walter Paoli alla batteria.

I tre hanno avuto modo di collaborare per un intero anno, in una trentina di concerti, ed hanno potuto così affinare quell’intesa che rappresenta un’altra carta vincente di questo splendido album.
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Alla quarta edizione il Pineto Accordion Jazz Festival
giovedì, 26 giugno, 2008, 17:48 - Appuntamenti
La quarta edizione del Pineto Accordion Jazz Festival si svolgerà a Pineto dal 25 al 27 luglio 2008. La rassegna, voluta fortemente dal Comune di Pineto e, in particolare, da Filippo D'Agostino, Assessore alle Manifestazioni, si avvale della direzione artistica di Renzo Ruggieri.

Il Pineto Accordion Jazz Festival è una rassegna attiva nel proporre produzioni originali e attenta alle novità e alle commistioni tra generi musicali e discipline artistiche diverse.

Kappa Project
, lavoro originale di Renzo Ruggieri sulle musiche di Kramer, aprirà il festival con la partecipazione speciale di Franco Cerri e Sylvia Pagni e terrà a battesimo la Pineto Orchestra, formazione nata quest'anno all'interno del festival. Bruno De Filippi e Max De Aloe si incontrano nella seconda serata: il più interessante tra i giovani armonicisti italiani si confronta con il grande musicista, autore anche di brani celebri come Tintarella di Luna. Rossana Casale si misura con le composizioni di Duke Ellington: al quintetto della cantante si affiancherà la fisarmonica di Fausto Beccalossi, collaboratore di Simone Guiducci, Gianluigi Trovesi e Al Di Meola.

Teresa e Laura Kramer saranno presenti a Pineto e riceveranno la Vela d'Oro venerdì 25 luglio. Tutte le serate saranno aperte dalla Dixieland Brass Band e porteranno nell'area del festival iniziative e stand informativi. Presentatrice del festival sarà Maria Rita Piersanti.

Una rassegna unica nel suo genere, animata dall'intenzione di incoraggiare l'incontro tra fisarmonica e jazz attraverso eventi di alto profilo, originali e coinvolgenti. Un percorso accompagnato, nelle passate edizioni, dal grande successo di pubblico e dal livello straordinario dei musicisti invitati: sono stati, infatti, ospiti del festival maestri storici come Art Van Damme e Frank Marocco e sul palco di Pineto ha preso le mosse il progetto Canzoni tra le Guerre, portato da Antonella Ruggiero alla ribalta del Festival di San Remo.
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Un libro da leggere e da vedere
giovedì, 26 giugno, 2008, 17:47 - Recensioni
Massimo Nunzi – “Jazz.Istruzioni per l’uso” – Un documentario di Elena Somaré in DVD – Editori Laterza - € 18

“Jazz. Istruzioni per l’uso” è una sorta di marchio di fabbrica che il trombettista arrangiatore e direttore d’orchestra Massimo Nunzi si porta appresso oramai da qualche tempo nella sua meritoria attività tesa alla divulgazione del jazz , attività che ha vissuto momenti magici nel corso delle lezioni musicali svolte al teatro Sistina di Roma con un incredibile e meritato successo di pubblico. Il progetto – sottolinea lo stesso Nunzi - si proponeva di raccontare la storia del jazz a un pubblico di non addetti ai lavori, che avesse il desiderio di comprenderne la genesi e le vicende artistiche, musicali e umane, ma non possedesse particolari conoscenze musicali.

Era, quindi, logico che scrivendo un libro sull’argomento il titolo fosse, per l’appunto, “Jazz. Istruzioni per l’uso” e di vere e proprie istruzioni in realtà si tratta. Nunzi , ben conscio dei molteplici contributi che oramai affollano la pubblicistica dedicata alla musica afro-americana, ha affrontato il tema con un’ottica diversa e del tutto interessante: rispondere a domande poste da chi non è particolarmente competente in questa materia.

Così nel volume appaiono interrogativi che ad un conoscitore del jazz sembrano superflui quando non addirittura sciocchi, ma è proprio il tenore dei quesiti a porre Nunzi in condizione di rispondere nella maniera più semplice possibile, chiarendo così una serie di equivoci e offrendo al lettore spunti interessanti che se vorrà potrà successivamente approfondire.

Certo, la formula di per sé è rischiosa e si presta a facili rilievi; così, durante la conferenza stampa di presentazione svoltasi alla Casa del Jazz, Dario Salvatori ha evidenziato da un canto la carenza di aneddoti che avrebbero potuto arricchire il volume se si fossero consultati i molti musicisti italiani che praticano questa musica da tanti anni e dall’altro un eccesso di diplomazia nel trattare la “questione Winton Marsalis” (oggi è più musicista o più uomo di potere).

Dal canto nostro abbiamo particolarmente apprezzato la capacità di Nunzi di riuscire a mantenersi equidistante dalle varie correnti di pensiero che oggi attraversano il mondo del jazz anche se alcune risposte andavano forse meglio calibrate come ad esempio quella riguardante il cool jazz.

Il volume è accompagnato da un documentario in DVD di Elena Somaré che, dopo una vasta ed acclamata attività come fotografa, firma la sua prima regia.; si tratta di un tentativo di sintetizzare in circa due ore l’intera storia del jazz e quindi va elogiato se non altro per il coraggio dimostrato nell’affrontare un tema così vasto. La Somaré realizza un viaggio attraverso l’Italia e gli Stati Uniti alla ricerca degli aspetti più originali ed imprevedibili di questa musica. Voce narrante e filo conduttore del tutto è lo stesso Nunzi, che ne ha curato i testi. Il documentario, così concepito, è ben fatto, ottimamente calibrato, bella l’alternanza di materiale di repertorio e nuove immagini mentre , come sempre in operazioni del genere, opinabile è la scelta dei personaggi e musicisti intervistati, così come non del tutto centrate appaiono alcune concatenazioni come quando, dopo aver parlato del jazz di New Orleans, entra in scena Enzo Pietropaoli, un ottimo contrabbassista ma che con quel tipo di jazz non ha proprio alcuna attinenza.

Jazz in' It festeggia il ventennale
giovedì, 26 giugno, 2008, 17:46 - Appuntamenti
XX edizione per il blasonato Jazz in' It Festival di Vignola (MO) che da venerdì 27 a domenica 29 giugno ospita artisti di fama internazionale come Paolo Fresu, Fred Frith, Gianmaria Testa, Javier Girotto, Umberto Petrin, l'attore Giuseppe Cederna, impegnati in ben sei produzioni originali, all'insegna della contaminazione multidisciplinare del linguaggio jazzistico.
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Etruria IncontrInJazz
giovedì, 26 giugno, 2008, 17:45 - Appuntamenti
Il 21 giugno 2008 scorso è ripartito “IncontrInJazz”, la rassegna musicale itinerante organizzata dall’associazione culturale Muovileidee e ideata in luoghi d’arte di rara bellezza e in straordinari siti archeologici del Lazio. Da quest’anno il festival cambierà nome in Etruria IncontrInJazz, in occasione del forte legame che legherà la manifestazione con l’arte e l’architettura etrusca. E, in particolare, per la nuova collaborazione con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia che, il 21 giugno, ha aperto per l’occasione il suo straordinario ninfeo (sede, per intenderci, della finale del Premio Strega) per il concerto d’apertura di Susanna Stivali, accompagnata al piano da Ramberto Ciammarughi. Un nuovo progetto, “Piani Di Versi”, presentato in anteprima in occasione della Giornata Europea della Musica, nel cui album compare come special guest anche la nota cantante Giorgia.

E poi, a partire dal 10 luglio, il festival farà tappa in luoghi suggestivi come la necropoli di Tarquinia, la Rocca Albornoz di Viterbo, il Forte Sangallo di Civita Castellana, la Chiesa Romanica di Faleri a Fabrica di Roma e il Parco Umberto II di Tuscania. Tredici concerti suddivisi in sei tappe, tutti ad ingresso gratuito per il pubblico, con la magia del jazz che farà da colonna sonora alla bellezza e all’equilibrio delle forme che la ospitano, con lo scopo di dar vita ad incontri musicali che possano fondere colto e popolare al tempo stesso.
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FESTIVAL MISTA' 2008, 5 LUGLIO - 31 AGOSTO
giovedì, 26 giugno, 2008, 17:42 - Appuntamenti
Mistà. Parola che in occitano significa immagine sacra.

Giunto ormai alla sua ottava edizione, il Festival Mistà si avvale quest'anno della direzione artistica di Enrico Rava.

Il suo intento è quello di far scoprire, o meglio riscoprire, attraverso i concerti e gli incontri culturali le Valli piemontesi del cuneese (valle Varaita, valle Grana, valle Maira) e la città di Saluzzo e di Busca. I concerti si svolgono tutti in location di grande suggestione e particolare atmosfera.

Un festival che permette al pubblico di avere un dialogo con la musica più da vicino, di sentire gli artisti in contesti "intimi" ai quali non siamo abituati soprattutto quando si parla di musicisti come Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, il Quintetto d'Archi dell'Accademia di Santa Cecilia.

Mistà è un festival, che nasce ai suoi albori come festival di musica barocca ma che da tempo si è aperto alle altre musiche. Si spazia dal jazz alla classica, dalla musica world alla lettura-concerto, dedicando anche uno spazio alla musica occitana che in questi luoghi ha la culla di origine.
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A Siena la prima grande mostra italiana dedicata alle copertine del jazz
giovedì, 26 giugno, 2008, 17:41 - Appuntamenti
Dal 21 giugno al 15 settembre presso il Complesso museale Santa Maria della Scala

Andy Warhol, Guido Crepax, Romare Bearden, Abdul Mati Klarwein, Charles Alston, John Altoon, Ben Shahn, Michelangelo Pistoletto, Ugo Nespolo, Francesco Tullio Altan. Artisti e fumettisti famosi, ma anche illustratori e grafici di grande interesse artistico come Jim Flora, David Stone Martin, Burt Goldblatt, Pierre Merlin e ancora celebri fotografi americani come Lee Friedlander, Bert Stern e italiani del calibro di Giuseppe Pino, Roberto Masotti.
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ALONG CAME JAZZ – 14a edizione
giovedì, 26 giugno, 2008, 17:23 - Appuntamenti
In ricordo di Lennie Tristano (1919-1978)

Il programma della 14a edizione di Along Came Jazz rimarca con coerenza la continuità con il “taglio” progettuale evidenziato nelle annate precedenti. Coloro che assistono abitualmente al festival, non si scandalizzano se le solari arie terzomondiste vanno a braccetto con il free del terzo millennio, o se la musica da camera e la classica - nostro indelebile background - trovano giovamento dalle alchimie con l’improvvisazione jazz, o se il folclore regionale dà i natali a inediti sincretismi tramite gli intrecci con la musica accademica, o con la fraseologia afroamericana, o con le sonorità e i rumori delle metropoli. Per risultante abbiamo un tourbillon stilistico da cui nasce un linguaggio universale continuamente aggiornato, vitaminizzato dalle commistioni lessicali e dall’utopia progettuale “aperta” dei musicisti che ogni anno salgono sul palco di Along Came Jazz, dove vige il massimo della tolleranza e dell’interscambio tra sperimentatori di razze differenti: un incoraggiante esempio di convivenza civile che pgnuno dovrebbe prendere a esempio nella quotidianità.
Quest’anno, gli esperimenti, i connubi trasversali, le improvvisazioni/composizioni istantanee del festival si consumeranno all’interno dell’affascinante Chiostro di Villa D’Este, situato al centro di Tivoli. Un sito che profuma di storia, di storia importante, basti solo pensare che vi ha alloggiato e suonato per diverso tempo Liszt. Continua...
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Marcello Rosa: "Nel nostro mondo c’è una grande confusione"
martedì, 24 giugno, 2008, 09:39 - Interviste
Da oltre mezzo secolo protagonista del jazz europeo, Marcello Rosa ha “frequentato” questo ambiente in tutti i suoi risvolti: non solo da musicista ma anche da giornalista, critico, presentatore di moltissimi programmi radiofonici e televisivi. Il  bilancio di tanti anni di attività è sicuramente positivo anche se restano molte cose da cambiare; quali? Rosa ce lo svela in questa lunga ed interessante intervista.
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Affascina la tromba di Anders Bergcrantz, un ricordo di Esbjörn Svensson
venerdì, 20 giugno, 2008, 10:22 - Commenti
Bella serata di jazz mercoledì 18 giugno presso la residenza dell’ambasciatore di Svezia in Italia, Anders Bjurner; protagonista il quintetto del trombettista e flicornista Anders Bergcrantz che ha presentato un programma sostanzialmente incentrato sul suo ultimo lavoro discografico “About Time”. Album registrato nel 2007 e che è stato particolarmente gradito dal pubblico e dalla critica svedese tanto da meritarsi il più ambito riconoscimento discografico svedese vale a dire , il "Golden record" mentre lo stesso Bergcrantz è stato scelto jazzista dell'anno.
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"Jazz. Istruzioni per l'uso": da leggere e da vedere
giovedì, 19 giugno, 2008, 10:24 - Recensioni
Massimo Nunzi – “Jazz.Istruzioni per l’uso” – Un documentario di Elena Somaré in DVD – Editori Laterza - € 18

“Jazz. Istruzioni per l’uso” è una sorta di marchio di fabbrica che il trombettista arrangiatore e direttore d’orchestra Massimo Nunzi si porta appresso oramai da qualche tempo nella sua meritoria attività tesa alla divulgazione del jazz , attività che ha vissuto momenti magici nel corso delle lezioni musicali svolte al teatro Sistina di Roma con un incredibile e meritato successo di pubblico. Il progetto – sottolinea lo stesso Nunzi - si proponeva di raccontare la storia del jazz a un pubblico di non addetti ai lavori, che avesse il desiderio di comprenderne la genesi e le vicende artistiche, musicali e umane, ma non possedesse particolari conoscenze musicali. Era, quindi, logico che scrivendo un libro sull’argomento il titolo fosse, per l’appunto, “Jazz. Istruzioni per l’uso” e di vere e proprie istruzioni in realtà si tratta. Nunzi , ben conscio dei molteplici contributi che oramai affollano la pubblicistica dedicata alla musica afro-americana, ha affrontato il tema con un’ottica diversa e del tutto interessante: rispondere a domande poste da chi non è particolarmente competente in questa materia.
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